LE TRE PROVE


Editoriale del 03 agosto 2016

71-CROSTATA

Il Monte Pelato è una giara senza vegetazione, sormontata da una stupenda abbazia romanica di monaci archelaini (un endemismo religioso di Aristan). Ero in compagnia di Filippo Martinez e di un’inedita Cristina Bocchetta camuffata da frate cappuccino. La caccia al tesoro originata dalla Donazione Biffi ci aveva portato lì per avere nuove indicazioni, ma solo dopo avere superato, nell’arco di tre giorni, le prove proposte dall’abate. Già il giorno dopo, Cristina (fra Cristino) aveva completato la sua prova: sconfiggere la decennale inappetenza di padre Poldo, un vecchio monaco secco e triste. Cristina fece il suo ingresso in refettorio con una monumentale crostata al cioccolato con pere e rum. Padre Poldo la gradì; dopo averne mangiata mezza sorrise, beato e poi pregò. Per la mia prova ci vollero due giorni. L’ultima pagina di un antico ricettario archelaino era stata distrutta dai pesciolini d’argento; dovevo sostituirla riutilizzando la stessa calligrafia Beneventana (quasi un gioco per un Archivista dell’Oblio). Quando il monaco bibliotecario vide il mio lavoro, mi abbracciò commosso; l’antica ricetta della “Zuppa di fave” era salva! Forse la prova di Filippo era la più impegnativa: dipingere una grande parete che esaltasse la regola monastica dell’Abbazia di Monte Pelato. Lavorando senza pause, alla fine del terzo giorno Filippo presentò il suo magnifico dipinto: seduti intorno a un tavolo sospeso tra le nubi erano perfettamente riconoscibili i dodici monaci viventi; alcuni mangiavano, altri pregavano, tutti sorridevano felici. Sopra la scena troneggiava il motto monastico archelaino: “MANGIA, PREGA, E SII FELICE”. Ammirazione, commozione e applauso dei monaci: prova superata. Lasciammo l’abbazia con un cofanetto avuto dall’abate; la chiave per aprirlo era da cercare nel Ristorante Florio.

Carlo M.G.Pettinau
(Archivista dell’Oblio)


Ammirazione, commozione e applauso dei monaci: prova superata. Lasciammo l’abbazia con un cofanetto avuto dall’abate; la chiave per aprirlo era da cercare nel Ristorante Florio. (da LE TRE PROVE editoriale di Carlo M.G. Pettinau)

da Fantaghirò (1991) miniserie televisiva diretta da Lamberto Bava

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