“Spero di no”, romanzo a puntate


9 ottobre 2013

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Capitolo 11 – LECTER, OZZY E PERRY MASON

Stefano Floris, detto Hannibal Lecter, è amico del “padrino dell’ heavy metal” Ozzy Osbourne, detto The madman, il pazzo. Si sono conosciuti nel 2011 a Cala Luna. Entrambi sono fan di Perry Mason, avvocato imbattibile noto soprattutto per una serie televisiva nata alla fine degli anni settanta. Il carcere di Kapingamarangi che ospita Stefano-Lecter – unico prigioniero – è un’ampia, comoda capanna dalla quale, volendo, si potrebbe fuggire senza alcun problema. Quando Slim – la guardia carceraria (un simpatico giovanotto di 100 chili) – mi ha fatto entrare, Stefano ha messo ‘a palla’ il brano che Ozzy ha dedicato a Perry Mason poi, sorridente, mi è venuto incontro e senza alcun preambolo mi ha nominato suo avvocato. Gli ho fatto presente che ho una laurea in lettere moderne, ma non c’è stato niente da fare: per lui il fatto che nella mia famiglia da generazioni, padre e fratelli compresi, siano tutti avvocati basta e avanza per fare di me un principe del Foro. Mi ha chiesto di comportarmi come Perry Mason. Per il ruolo di Paul Drake, abilissimo detective che lavorava per Mason, ha suggerito Nichi Grauso (che continua a farsi chiamare Batnik), mentre per quello di Della Street, la segretaria, ha proposto Ghighi Gessa. È accusato di aver morsicato al gomito un indigeno ma mi ha assicurato di avere le prove per dimostrare la sua innocenza. Ho accettato. Più tardi anche Grauso-Batnik ha accettato con entusiasmo. Ghighi Gessa no, e non voglio ripetere le parole che hanno accompagnato il suo rifiuto. Il processo è fra cinque giorni; ho poco tempo per prepararmi. Stefano mi ha detto che, per darmi una mano, ha chiamato Ozzy Osbourne. Forse arriverà dopodomani. Spero di no.
Mentre scrivo, dalla finestra della mia capanna assisto al raduno di gigantesche nuvole nere. Sembra una ridondante messa in scena dello stato d’animo dei kapingamarangesi che ieri hanno visto Andrea Franceschi accogliere sul molo Gino Camorra. Andrea è il fuoriclasse del calcetto locale e Camorra è il suo procuratore. E lo venderà, lo sanno tutti.
Ecco… ora comincia il diluvio universale.

Filippo Martinez

COGLI L’ATTIMO

 

Paranoid dei Black Sabbath, secondo singolo estratto dal loro omonimo album del 1970 è scritta è cantata da Ozzy Osbourne

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