L’EDUCAZIONE SESSUALE


Editoriale del 21 settembre 2018

Tutti ne parlano, ma nessuno mette in pratica una seria educazione sessuale. Anche perché bisogna insegnarla lasciando il mistero, almeno l’atmosfera, il senso di trasgressione, il fascino, il conflitto tra l’essere e il dover essere, il senso del peccato e i doppi sensi.

Molte insegnanti illuminate, ma avvertite dei rischi, parlano dei fiori, e i bambini arrivano a pensare che il proprio padre debba essere un cactus e che la propria madre non riceva acqua da molto. I fiori hanno contatti non peccaminosi, quasi di tipo epistolare “Signora Ortensia c’è un plico per lei” – “Me lo dia” – “Adesso non è possibile, c’è poco vento”.

Questa sarebbe la funzione riproduttiva, l’impollinazione. Il bambino finisce per perdere l’interesse che aveva per i fiori.

Qualcuno più coraggioso usa nelle sue lezioni gli animali. Spiega come lo fanno i daini, i cerbiatti, ma non usa il verbo ingroppare.

Non vengono usati nelle spiegazioni il maiale, che in quel tipo di  situazioni è sempre un porco, l’elefante, perché dovrebbe essere esagerato, e quindi sconveniente, il mandrillo, che nelle diapositive esce sempre mosso. Si viene a scoprire, a un livello ulteriore, che al leone non gliene frega niente dell’orgasmo della leonessa.

Chi nasce in un paese pastorale, gode dell’apprendimento diretto sul campo. Infatti, proprio nei paesi i genitori e gli insegnanti se ne fregano. Io ero talmente ingenuo, vivendo gran parte del tempo a Cagliari, che una volta in piazza di chiesa del mio paese cercai di slegare due cani che secondo me erano stati legati per le code da qualche cretino.

Quando mio cugino Angelo mi portava con sé alle vacche in campagna, mia nonna controllava che non fossero in calore. Anche nelle giornate fresche. E io non capivo perché.

Una volta il mio asino, tale Murrone, cercò di farsi un’asina con me sopra di lui. Per fortuna quella era un’asina seria. Era un asino molto competitivo e io pensai che volesse sorpassarla passandogli sopra. Esagerato! Non lui, io.

 

Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan)

Qualcuno più coraggioso usa nelle sue lezioni gli animali.(da L’EDUCAZIONE SESSUALE – Editoriale di Nino Nonnis)

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