LEGGENDA DEL SANTO DEBITORE


Editoriale del 03 maggio 2016

Un paziente al quale è stato diagnosticato un cancro al rene si è sottoposto a una delicata operazione all’ospedale di Lucca per farselo asportare. L’intervento è andato benissimo ma, al risveglio, i medici comunicano al poveretto che c’è stato un piccolo errore: gli hanno asportato il rene sano. Colpa della trascrizione sbagliata sul foglio della sala operatoria: avevano scritto destro anziché sinistro. Sarebbe solo uno dei tanti gravissimi casi di malasanità che affliggono il nostro paese. Ma la vera notizia è la reazione della vittima dei medici distratti, un sessantenne che, in questo periodo, si trova condannato agli arresti domiciliari, che avrebbe dichiarato testualmente: “Chi non fa non falla”. Incredibile che un paziente, reduce da un simile intervento, saputo di aver perso il rene sano e di avere ancora in corpo quello col cancro, si dimostri così paziente da prenderla con tanta filosofia. Anziché inanellare una serie di bestemmie da competizione o inveire contro la sanità assassina e quel porco di mondo infame, sprofondare nella depressione più nera, minacciare sacrosante denunce e improvvisare una filippica sulla responsabilità dei chirurghi e sulla ingiustizia dei loro stipendi, ribadisce con serafica accettazione la liceità dell’errore umano. Chi non fa non falla: verissimo, se non lo avessero operato infatti non avrebbero commesso l’errore di togliergli il rene sano. Il ragionamento non fa una grinza: se è accaduto, bisogna riconoscere che il chirurgo ha tentato almeno di curarlo. E’ andata male, peccato, sono cose che succedono. Errare humanum est. Chi avrebbe reagito così? Io no di certo, pur avendo un buon carattere ed essendo ottimista e di buon umore più di tutti quelli che conosco. Chi non fa non falla: una frase che fino ad ora era sempre stata usata dal colpevole del fallo come vieta autogiustificazione viene stavolta rovesciata per assolvere colui che ha commesso il fallo (e che fallo!) ai tuoi danni. Una lezione di stile ai confini con la santità, più impressionante di qualsiasi perdono rapidamente elargito dai parenti di qualche morto ammazzato: è morto il parente, mica loro. Invece qui il rene col cancro ce l’ha lui. Non ho idea di quale reato abbia commesso questo sessantenne lucchese per aver meritato gli arresti domiciliari, ma se il mondo andasse come dico io, a uno che ha reagito così bisognerebbe perdonare tutto: cancellare subito lo stato di fermo. Vanno immediatamente rimessi i debiti a chi li ha rimessi ai suoi debitori.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

Chi non fa non falla: una frase che fino ad ora era sempre stata usata dal colpevole del fallo come vieta autogiustificazione viene stavolta rovesciata per assolvere colui che ha commesso il fallo (e che fallo!) ai tuoi danni.
(da LA LEGGENDA DEL SANTO DEBITORE editoriale di Fabio Canessa)
da Come fai sbagli (2016) serie televisiva italiana diretta da Riccardo Donna e Tiziana Aristarco, andata in onda su Rai 1

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