L'EMPIREO DEL CANE


Editoriale del 26 luglio 2021

Nel mondo dei cani Dio è un cane: da sempre viene rappresentato come un pastore alsaziano. Cè però un movimento religioso tacciato di eresia, ma inspiegabilmente non ancora scomunicato, che insiste a descriverlo come un bastardo. Questi eretici sostengono che un bastardo, nascendo da un miscuglio di molte razze, è il più rappresentativo tra tutte le specie canine, dunque perfetto per dare un volto a Dio. Sulla scia di questa ipotesi oltraggiosa un gruppo di teologi pechinesi si è adoperato perché entro il mese di grrrf si tenga finalmente un Concilio che stabilisca una volta per tutte la razza di Dio.
Io, ovviamente, sono stato convocato tra i sommi giudici e, poiché non è nel mio stile nascondermi dietro un voto segreto, ho subito chiarito la mia posizione: anche se sono un nobile husky siberiano – e dunque la mia razza potrebbe offrire una icona divina elegantissima – mi batterò per affermare che Dio è, e non potrebbe che essere, un molosso inglese. Perché? Perché è la razza più forte e più grande. E Dio non può che essere il più forte e il più grande. Mi sembra ovvio.
Detto questo attendo rassegnato, ma a piè fermo, gli ululati ipocriti dei soliti insopportabili snob (perlopiù levrieri afgani) che, in nome di una demagogia pauperista, da anni continuano a menarla per avere un Dio chihuahua.

Filippo Martinez (Husky siberiano)

“Attendo rassegnato, ma a piè fermo, gli ululati ipocriti dei soliti insopportabili snob (perlopiù levrieri afgani) che, in nome di una demagogia pauperista, da anni continuano a menarla per avere un Dio chihuahua.”
Da L’EMPIREO DEL CANE – Editoriale di Filippo Martinez (Husky siberiano)

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