L'EPIFANIA DI REBORA


Editoriale del 5 gennaio 2021

Il 6 gennaio 1885 nasceva a Milano Clemente Rebora. Per festeggiare il centotrentaseiesimo compleanno di questo sacerdote speciale, che fu anche uno dei maggiori poeti del Novecento italiano, le edizioni Interlinea hanno raccolto in un elegante volume, “Il tuo Natale”, fortunatamente sgombro di note, analisi critiche e uggiosi commenti, un’antologia di poesie, lettere, omelie e pagine di diario (con molti inediti) ispirate al Natale e all’Epifania, che coincideva appunto con la nascita di Rebora. Testi che hanno in comune il “bisogno di rispondere a domande – insomma qualcosa che investisse d’eterno l’attualità pratica”. La risposta, per lui, era stata la conversione, sintetizzata in una frase lapidaria: “La Parola zittì chiacchiere mie”. Non meno fulminante la motivazione: “Essere arbitri di noi stessi è una credenza contraddetta dall’esperienza”. Così il credente “sente il valore che ha la grazia per noi”. Non per questo le sue poesie sono ispirate a un cristianesimo consolatorio ed edificante, compiaciuto di un approdo salvifico privo di lacerazioni. Al contrario, Rebora fu un intenso cantore del dolore e dello strazio, in un corpo a corpo instancabile con un linguaggio denso ed elaboratissimo. “Gesù Signore, dammi il tuo Natale/ di fuoco interno nell’umano gelo”, suona un verso di una poesia terminale, quando, ormai stanco e malato, invoca Dio dal letto della sofferenza perché gli invii un segno di grazia e sacrificio insieme, capace di dare senso alla “notte oscura” del dolore (“La grazia di patir, morire oscuro, / polverizzato nell’amor di Cristo”). Dalla sua “infelicità necessaria” (come scrive in una lettera a Giovanni Boine) nascono una bellissima omelia sulla figura di Lucia nei Promessi sposi e l’insegnamento che il Natale non è tanto la festa del 25 dicembre ma la volontà di abbandonarsi alla volontà divina, accompagnato da una poesia che si fa preghiera: “Da un nulla colpevole mi facesti/ un nulla peccatore e/ ora fa’ di questo/ mio nulla tutto/ quello che/ vuoi”.
Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote)

“Dalla sua “infelicità necessaria” (come scrive in una lettera a Giovanni Boine) nascono una bellissima omelia sulla figura di Lucia nei Promessi sposi e l’insegnamento che il Natale non è tanto la festa del 25 dicembre ma la volontà di abbandonarsi alla volontà divina.”
Da L’EPIFANIA DI REBORA – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote)

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