L'ERA DI DIO


Editoriale del 21 giugno 2021

Con una felice intuizione Massimo Russo nel libro “Statosauri” (Quinto Quarto edizioni – 2021) afferma che “nel proprio egocentrismo, gli esseri umani tendono a definire la realtà e il tempo come espressione del momento in cui agiscono”. Oggi, infatti, si fa cominciare l’età Moderna nel 1492, quando Cristoforo Colombo approdò nelle Americhe, e l’età Contemporanea nel 1789, anno in cui cominciò la rivoluzione francese. Massimo Russo, giustamente, si chiede: “Moderna rispetto a cosa? Contemporanea a chi?”. E offre una controproposta: definire i periodi considerando, come già nella preistoria (età del Rame, del Bronzo, del Ferro ecc.), gli strumenti evolutivi più importanti. Così al posto della generica età Moderna, a partire dal 1455, anno in cui Gutenberg stampò la prima Bibbia a 42 linee, propone l’età della Stampa; e dal 1775, in coincidenza con l’invenzione della macchina a vapore di Watt, al posto dell’età Contemporanea suggerisce l’età delle Macchine. Oggi poi, secondo Russo, dal 29 ottobre del 1969 staremmo vivendo l’età della Rete. La data è quella in cui tra l’università di Los Angeles e il Research Institute di Stantford venne trasmesso il primo pacchetto di dati su Arpanet; un evento epocale, rivoluzionario, che paradossalmente sui giornali del giorno dopo non conquistò nemmeno un trafiletto a pagina 32.
Sin qui la catalogazione del passato e del presente. Ma io sono un profeta, dunque sono in grado di annunciarvi il giorno esatto in cui comincerà la prossima era, L’età di Dio. Sarà il 20 luglio del 2251. Prima di rivelarvi nel dettaglio la mia profezia, però, dovete sapere che in quei tempi la percezione del tempo e della morte sarà molto diversa da quella che viviamo oggi. Infatti, grazie all’evoluzione scientifica, ogni essere umano anche dopo la sua dipartita continuerà a esistere in una dimensione ologrammatica che, grazie a un sistema di vibrazioni sonore impercettibili, sarà anche tattile e conterrà per sempre la memoria del defunto. Una memoria che nel tempo saprà evolversi razionalmente adeguandosi, volta per volta, alle circostanze.
Ebbene sarà proprio un ologramma tattile che segnerà l’inizio della nuova era; l’ologramma di Aalho Hi (un terrestre morto nel 2239, dodici anni prima) che, abbandonando l’evoluzione logica tipica degli ologrammi – tranquilla, lineare, mai creativamente eversiva -, si concederà uno scarto inatteso e racconterà una stupenda barzelletta mai sentita prima che, con la prodigiosa capacità di comunicazione di quei tempi, raggiungerà in un istante ogni punto della Terra e dei pianeti connessi.
Sembra incredibile ma è proprio così: la nuova era nascerà dalla irresistibile barzelletta di Aalho Hi, un morto. Una barzelletta che, dissolvendo in una sterminata risata simultanea nomi gerarchie e conflitti, rivelerà una nuova dimensione. Ognuno, infatti, a quel punto capirà che quella risata è l’Essenza, siamo tutti noi. Che quella risata è Dio.

Filippo Martinez (Profeta)

“Ognuno, infatti, a quel punto capirà che quella risata è l’Essenza, siamo tutti noi. Che quella risata è Dio.”
Da L’ERA DI DIO – Editoriale di Filippo Martinez (Profeta)

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA