L’ESAME DI FENICIO


Editoriale del 24 settembre 2020

Sono un esercito quelli che la cittadinanza italiana non riescono a ottenerla pur essendo nati in Italia, seppur da genitori di colore diverso. E non importa se hanno il petto coperto di medaglie al valore o se la lingua italiana la conoscono meglio di molti ministri della Repubblica. Al contrario, il passaporto ti spetta di diritto se riesci a dimostrare di avere avuto un parente italiano, va bene anche un cugino di quinto grado, pure se morto trecento anni fa: anche se sei nato e vivi su Marte sei comunque uno dei nostri. Naturalmente se puoi pagare per superare senza problemi un facile test linguistico è meglio, si tratta solo di saper pronunciare correttamente “amo sia la pizza che gli spaghetti”. Ne ho conosciuto tanti di questi connazionali, in giro per il mondo. Però, perché stupirsi se qualcuno di loro, dopo tanto tempo, non sa più parlare l’italiano? Quanti sono gli italiani analfabeti? Chiudiamo un occhio. Non servono i professoroni, peraltro corruttibili a valutarne le capacità. Basta un semplice esame fisiognomico: io per esempio quando rido sono preciso a una famosa maschera fenicia, e non ci sono dubbi che nelle mie vene scorra sangue fenicio, potrei chiedere la cittadinanza libanese senza sostenere alcuna prova di fenicio. Ma anche per i giapponesi ero uno di casa (gli stessi borborigmi), per non parlare dei norvegesi o degli hawaiani (questione di geni, cucino il maialetto arrosto esattamente come loro e non può essere un caso). Ma allora vogliamo smetterla di pretendere da un prestigioso calciatore come Suarez la conoscenza dell’italiano? È uno dei nostri, ha la stessa arcata dentale e gli stessi incisivi di mio
cognato Attilio. Che se provocato potrebbe, come lui, staccarvi un orecchio con un morso.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

“Ma allora vogliamo smetterla di pretendere da un calciatore come Suarez la conoscenza dell’italiano? È uno dei nostri, ha la stessa arcata dentale e gli stessi incisivi di mio cognato Attilio. Che se provocato potrebbe, come lui, staccarvi un orecchio con un morso.”
Da L’ESAME DI FENICIO – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

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