L'ESPRESSO 56 VIAGGIA CON QUALCHE MINUTO DI RITARDO


Editoriale del 11 ottobre 2014

Marie-Augustine Aguilard era una signora prudente, la virtù cardinale che secondo San Tommaso D’Aquino porta a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene scegliendo i mezzi adeguati per compierlo. Il 22 ottobre del 1895 Marie-Augustine sostituì il marito leggermente influenzato nell’edicola di fronte alla stazione di Montparnasse a Parigi. Trascorse il tempo lavorando a maglia seduta su alcuni gradini.
Guillaume Marie Pellerin invece era un tipo imprudente. Quel giorno Pellerin conduceva l’espresso numero 56 proveniente dalla Normandia e diretto a Parigi con 131 passeggeri. Lo spinse a tutta velocità per cercare di recuperare il ritardo accumulato.
Quando il treno entrò in stazione, a causa della velocità eccessiva finì per sbattere violentemente contro i respingenti al termine del binario. L’impatto non fermò il convoglio che proseguì la sua corsa sfondando la facciata della stazione e precipitando per una decina di metri nella Place de Rennes.
Incredibilmente non ci furono vittime tra i passeggeri e nemmeno tra il personale. Pellerin se la cavò con qualche graffio e una condanna a due mesi di reclusione per la sua condotta imprudente. L’unica vittima fu la povera signora Marie-Augustine, un pezzo di calcinaccio precipitato a causa dell’incidente la colpì a morte.
La prudenza non è mai troppa.

Piergiorgio Mulas
(Direttore di Ar Psicosomatica)

COGLI L’ATTIMO

 

da Il pap’occhio (1980) diretto da Renzo Arbore

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