L’ETÀ D’ARGENTO E L’ETÀ (DELLE FACCE) DI BRONZO


Editoriale del 30 maggio 2014

La Pietroburgo a cavallo tra il XIX e il XX secolo fu uno straordinario laboratorio di sperimentazione e di creatività. Un giovane medico, Anton Cechov, nel 1885 cominciava a collaborare al giornale ‘Novoe vremja’ (Tempo nuovo). Per iniziativa di un gruppo di giovani artisti e letterati, A. Benois, F. Somov, L. Bakst, E. Lansere (Lanceray), S. Djagilev, D. Filosofov, V. Nuvel’, A. Norok, che volevano promuovere la rinascita dell’arte russa, fu fondata la rivista ‘Mir iskusstva’ (Il mondo dell’arte), che uscì dal 1899 al 1904. Quella fu un’epoca di straordinaria vitalità in ogni settore, da quello economico a quello politico, da quello scientifico-culturale a quello artistico-letterario, al punto da meritarsi la denominazione di “età d’argento” della vita della città e dell’intera Russia, di cui segnò il culmine della rinascita spirituale. A stimolare questa tensione creativa contribuì anche Viktor Šklovskij con la sua teoria dello «straniamento», che consiste nel dare un significato inedito, attraverso modi stilistici insoliti e provocatori, a cose e fatti la cui comprensione è diventata schematica e abitudinaria a causa di una percezione sempre più automatica. Così il quotidiano assume all’improvviso una dimensione sorprendente e poetica: l’ovvio, se lo si fa apparire strano, diventa suscettibile di cambiamento.
Del tutto antitetici a questa fertile atmosfera sono gli attuali strumenti della mistificazione di massa: da un lato ― l’idealizzazione del banale, l’impegno profuso da artisti di dubbia ispirazione a “sconsacrare”, a privare di significato e di valore aspetti della nostra quotidianità già di per sé profani e tutt’altro che aulici; dall’altro l’impossibile presentato come ovvio, con telenovele in cui accade tutto e il contrario di tutto in trame sgangherate e del tutto prive di qualsiasi coerenza e credibilità. Per questo, in contrapposizione all’età d’argento della Pietroburgo della fine dell’Ottocento, la nostra merita, almeno per questi aspetti, l’appellativo di età di bronzo, o, per essere più precisi, delle facce di bronzo che si spacciano per creativi.

Silvano Tagliagambe
(Iconologo di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

Beautiful in 6 minuti: da Beautiful LAB l’episodio 0 a cura di: Clerici, Parisi, Riboldazzi, Bigi.

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