LETTERA A UN MOTORE DI RICERCA


Editoriale del 29 agosto 2021

I ricordi – belli, neutri o spiacevoli che siano – sono frammenti di memoria che ci accompagnano e ci guidano.  Non sono del tutto reali perché, come la visione della realtà, dipendono esclusivamente dalla percezione individuale e spesso sono frutto di una rielaborazione successiva attraverso la quale si fissano dei particolari che ci “serve” tenere. Ne deduco che se non mi ricordo qualcosa va bene così per il mio benessere perciò, caro Google, sono stufa dei tuoi continui inviti a ripetuti tuffi nel passato. Ieri hai rovinato la mia giornata con una foto del 24 agosto di cinque anni fa “Ti ricordi Giovanna cosa hai fatto quel giorno?”
Cavolo, l’immagine mi rimanda una me decisamente più giovane, con lo stesso costume da bagno che indosso mentre la guardo e che – gesù, lo realizzo solo ora- ha più stagioni di Grey’s Anatomy; sono a fianco a qualcuno che non c’è più e si intravede la mia auto storica che ho dovuto rottamare di recente.
Fanculo Google, fatti i fatti tuoi. 
Giovanna Ferraro (Assistente di volo ad Aristan)

“Caro Google, sono stufa dei tuoi continui inviti a ripetuti tuffi nel passato.”
Da LETTERA A UN MOTORE DI RICERCA – Editoriale di Giovanna Ferraro (Assistente di volo ad Aristan)

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