I LIBRI DI MAGIA


Editoriale del 10 dicembre 2014

Penso a tutti i libri magici che ho letto.
Il Tetrabiblos di Claudio Tolomeo,
l’Introductiorum di Albumasar,
il Liber Vaccae (o Libro degli esperimenti)
il Picatrix.
E poi il malleus maleficorum
il Corpus Hermeticum di Ermete Trimegisto,
gli Oracoli Caldaici di Zoroastro
Inni Orfici di Orfeo
e Pico della Mirandola
Giordano Bruno
Tommaso Campanella
Cornelio Agrippa
Paracelso
Giovanni Battista della Porta.
Tutti assieme sono l’emblema della disperazione dell’uomo davanti all’ignoto.
Se provate a leggerli senza essere maghi vi perdete.
Prima diventate maghi e poi leggete i libri di magia.
Perché la magia, di badi bene, non si impara.
Nasce con l’essere umano.
Che può perfezionarla se già mago è, ma non apprenderla.
A meno che non sia bambini puri.
Ma è molto difficile trovare bambini che non nascano già dannati.
Altrimenti il mondo sarebbe decisamente migliore di come ora è.

Raimondo Bruno
(Magonauta di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Il villaggio dei dannati (Village of the Damned – 1960) diretto da Wolf Rilla, ispirato al romanzo I figli dell’invasione (1957) di John Wyndham

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