LIBRI VERI


Editoriale del 24 dicembre 2013

Il leggendario aneddoto secondo il quale Luchino Visconti pretendeva che, nelle sue accurate scenografie teatrali e cinematografiche, gli armadi, pur destinati a rimanere chiusi, fossero pieni di biancheria perfettamente stirata, può insegnarci qualcosa riguardo il Natale. Dietro quel vezzo maniacale, si nascondeva un’urgente esigenza artistica di autenticità. Come se il regista avesse bisogno di riempire di senso e concretezza la messinscena fittizia, quasi il suo occhio non riuscisse a mettere a fuoco la verità delle cose se la rappresentazione scenica fosse macchiata da un particolare che, per quanto nascosto all’occhio del pubblico, minacciasse di svelare la natura fasulla dello spettacolo. L’aura di cui parlava Walter Benjamin, prezioso contesto di ogni incanto estetico, si dissolverebbe come si squaglia un gelato cattivo. Il discorso vale anche per l’aura del Natale: quando dietro gli alberi addobbati, i festoni e le luci che rallegrano le nostre case e le città che abitiamo, scopriamo che non c’è anima, né traccia di affetto o pensiero, ma solo la vacuità di vite apatiche e confuse, sarà difficile che lo spirito natalizio visiti menti e cuori, vuoti come gli armadi di una scenografia sciatta o le copertine cartonate dei volumi finti in un brutto mobilificio. Ce lo vedete un intellettuale sofisticato a partorire pensieri fecondi, meditando in una stanza arredata da quelli squallidi scaffali di falsi libri? Auguri a tutti per un Natale con libri veri negli scaffali e con gli armadi chiusi pieni di biancheria stirata.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

uno show natalizio realizzato e interpretato da Hannibal Mirko Carlos Stefano Lecter per Aristan

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