L’IDEA DI DIO


Editoriale del 6 settembre 2015

Questo è il penultimo editoriale di questa prima serie quindi finiamo come avevamo cominciato e come ho scritto altrove. Ritorniamo sulla nostra immagine e somiglianza. Pensiamo al versetto della Bibbia Ebraica che recita uno dei sette nomi di Dio: אֶהְיֶה אֲשֶׁר אֶהְיֶה‎ ovvero ʾehyeh ʾašer ʾehyeh, che letteralmente si traduce: “Io sarò ciò che sarò” (Esodo 3:14). Ricordiamo che l’idea di Dio, da qualche impreciso momento della nostra storia evolutiva, è diventata pervasiva e ubiquitaria, unanime e ostinata, unica e onnipotente. Pare che tutti gli esemplari della specie Sapiens sviluppino un’idea del Divino, anche per negare che esista. In altri termini nessuno sembra essere in grado di chiedere: “Dio, chi?”. Persino gli atei sanno di chi stiamo parlando. L’idea è ben radicata nel loro cervello, in qualunque cervello umano, e nessuno se ne può liberare. Forse nasce nel silenzio della nostra assoluta individualità, laddove il cuore e la mente si fondono, quando i mondi interiori ed esteriori cessano di esistere e, tra un battito e l’altro, nelle pause di ogni singolo respiro, abbiamo la percezione sovrana di essere una sola entità onnipresente e onnisciente, nell’impossibile ma straordinario tentativo di passare da: “Io sarò ciò che sarò”, a: “Noi saremo ciò che saremo”.

Humanitas sive Deus.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Amore e guerra (1975) scritto, diretto e interpretato da Woody Allen. Con Diane Keaton

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA