L’IDEA DI TENNIS


Editoriale del 10 giugno 2018

La materia grigia e la corteccia motoria, spiega il neuroscienziato John Krakauer al New York Times, aumentano di volume quando iniziamo a praticare un nuovo sport da adulti. Si era sempre pensato che le competenze cognitive legate al moto cessassero di svilupparsi dopo la pubertà, ma nel 2014 una decina di ratti da laboratorio ha dimostrato il contrario. Non è difficile immaginare che una serie di movimenti codificati da eseguire senza il supporto di una naturalezza data dalla familiarità impegnino la mente quanto il corpo. Da quando la scienza ha dato risposta alla mia domanda digitata su Google (si può imparare a giocare a tennis a quarant’anni?) mi sembra che la mia strada sia segnata. Così ho scoperto che non solo si può arrivare a respingere quella pallina minacciosa di dritto (il rovescio è una chimera), ma mentre lo si fa si diventa un pochino più intelligenti. Alla mia prima lezione non riuscivo a pensare a nient’altro che all’impossibilità di calcolare traiettoria e velocità: non mi era dato prevedere in alcun modo dove la pallina sarebbe caduta e quanto ci avrebbe messo a sollevarsi per essere respinta e con quale angolo la racchetta avrebbe dovuto impattarla per spedirla oltre la rete. Stavo lì, con i piedi piantati a fare tre diversi ragionamenti: la parabola, la mia posizione, l’impugnatura della racchetta. E movimenti che mai mi erano sembrati tanto innaturali a vederli nelle partite in TV. Ora guardo Nadal e la Muguruza e mi pare incredibile che muovano tutti quei muscoli e quei neuroni con grazia e potenza coordinate al millesimo di secondo. Mentre il mio maestro, con la pazienza di chi ti vuole bene, indirizzava i lanci morbidi nella mia direzione, io pensavo a Platone e alla distanza tra il noumeno e il fenomeno. E l’idea di tennis mi sembrava la cosa più distante alla circostanza concreta del mio goffo arrancare sul cemento. Mentre l’ossigeno non mi arrivava al cervello, tutto quello che riuscivo a pensare era che anche se non fossi diventata più intelligente questo miracoloso articolarsi di braccia e pensieri a un secondo dal mio primo servizio, mi riempiva i polmoni e la testa di una gioia infantile e straripante. Che fortuna non aver mai provato prima. Viva il tennis da adulti, con o senza superproduzione di mielina.

 

Eva Garau (Precaria di Aristan)

l’idea di tennis mi sembrava la cosa più distante alla circostanza concreta del mio goffo arrancare sul cemento (da L’IDEA DI TENNIS, editoriale di Eva Garau)

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