L’IMBUTO DELL'AZZOLINA


Editoriale del 3 giugno 2020

Maria Montessori parlava di “voce delle cose” per indicare il “carattere d’invito” insito nella loro forma, quello che salda la percezione con l’azione. Il manico di una brocca, ad esempio, ci invita a prenderla proprio da lì, senza bisogno di istruzioni o di allenamento, e costituisce quindi un preciso “stimolo ad agire”, che ha una base neuronale, perché vederlo evoca automaticamente che cosa potremmo fare con esso, indipendentemente che ci sia o no l’intenzione di agire, per esempio per afferrarlo. Una piastra liscia è fatta per spingere. Manopole e maniglie sono da girare. Le fessure sono fatte apposta per infilarci dentro qualcosa. Una palla è da lanciare o da far rimbalzare. Un oggetto allungato, con un peso a un’estremità e afferrabile dall’altra, invita a colpire o martellare.
Quale può essere, allora, la “voce dell’imbuto”? Maria Montessori ci direbbe che basta guardarlo per capire quale è l’azione che suggerisce: quella sua forma costituita da due tronchi di cono, uno, quello nella parte superiore, largo e il secondo molto più stretto, non può che suggerire l’atto di canalizzare, l’invito a restringere un ampio spettro iniziale di possibilità convogliandole in uno spazio estremamente ridotto e concentrato: qualcosa insomma che allude alla messa a fuoco, alla precisione. In senso negativo può indicare l’ingurgitare, il mangiare in fretta, molto e voracemente, buttando giù il cibo senza averlo prima masticato e rendendo così problematica la digestione. Insomma, un ministro della pubblica istruzione che avesse voluto a tutti i costi evocare l’imbuto avrebbe potuto agevolmente scegliere tra queste sue voci. Ma quello attuale evidentemente non conosce la Montessori e per alludere all’azione del riempire sceglie, pensate un po’, un oggetto che i liquidi non li trattiene e li contiene, ma li fa scorrere.
Non intendo infierire, lo hanno già fatto in troppi. Mi limito solo a dire che questa palese incapacità di sentire la voce delle cose evidenzia, quanto meno, il fatto che abbiamo un ministro che stona.

Silvano Tagliagambe (Iconologo di Aristan)

“Insomma, un ministro della pubblica istruzione che avesse voluto a tutti i costi evocare l’imbuto avrebbe potuto agevolmente scegliere tra queste sue voci. Ma quello attuale evidentemente non conosce la Montessori e per alludere all’azione del riempire sceglie, pensate un po’, un oggetto che i liquidi non li trattiene e li contiene, ma li fa scorrere.” Da L’IMBUTO DELL’AZZOLINA – Editoriale di Silvano Tagliagambe (Iconologo di Aristan)

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA