UN LINK PER IL FUNERALE DI PETER


Editoriale del 27 agosto 2020

 

Lo scorso 12 agosto una mail dell’University of South Australia mi informa che Peter W. Teasdale è morto improvvisamente, stroncato da un infarto. Esprimo tutto il mio disappunto, collaboravo con lui, era troppo giovane per andarsene. Il giorno dopo il Funeral Service Webcast dell’agenzia “In Memoriam Productions” mi comunica che la cerimonia funebre si svolgerà il 14 agosto nella chiesa cattolica di St Ignatius ad Adelaide ma nel caso non potessi essere presente mi fornisce un link per seguirla in live streaming. Non mi aveva mai sfiorato l’idea di un funerale a distanza, mi piace pensare a un’ultima condivisione del mondo col morto, non foss’altro perché ci avvolge la stessa aria. E tuttavia, tenuto conto del fuso orario, la sveglia squilla alle tre del mattino, stavo sognando. Con qualche difficoltà riesco a collegarmi al sito di “In Memoriam Productions”, individuo quello giusto tra qualche decina di funerali in streaming ed entro in chiesa. Seguo il noioso discorso del sacerdote, quelli commossi della moglie, delle sue bambine e di qualche collega. Durante la messa però viene proiettato su un grande schermo a lato dell’altare, con in sottofondo la musica di Billy Joel, tutto il suo album fotografico. Dieci minuti di immagini, dalla culla alla tomba, “cradle to grave”, come anche Peter avrebbe sinteticamente concluso. In una di quelle foto ci sono anch’io, un brindisi con tanti calici sollevati, chi l’avrebbe mai detto che sarebbe finita nella sceneggiatura di un funerale. Al termine la bara viene portata a braccia fuori dalla chiesa, mentre un clone australiano di Andrea Bocelli canta “Con te partirò”. Ad Adelaide pioviggina, è un freddo pomeriggio invernale. Per me sono le quattro del mattino di una giornata estiva, torno a letto. In fondo mi sembra di non aver mai smesso di sognare, tra qualche ora andrò a pesca. Sul serio, andrò a pesca, credo trote. So long, Peter.

Marco Schintu

(Ufficio pesi e misure di Aristan)

 

“Per me sono le quattro di mattina di una giornata estiva, torno a letto, riprendo a sognare, tra qualche ora andrò a pesca. Sul serio, andrò a pesca, credo trote. So long, Peter” (da UN LINK PER IL FUNERALE DI PETER – Editoriale di Marco Schintu)

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