L'INTERFERENTE


Editoriale del 8 luglio 2019

Sono l’unico a esercitare questa professione. Opero nel Cinema. In cosa consistono le mie interferenze? Inserisco nei film celebri una o due sequenze abusive alterando il senso della trama, poi li carico in Rete e lì, vivendo una vita parallela con gli originali, creano un certo disorientamento. Quasi sempre i cinefili, scoprendo la mia versione, sostengono che sia quella originale poi tagliata dalla produzione, e la esaltano.
Ecco un esempio. Il film è “Casablanca”.
Nella versione originale Rick Blane (Humphrey Bogart), un ex trafficante d’armi, durante la seconda guerra mondiale vive a Casablanca dove è proprietario del Rick’s Café Américain. Una sera incontra Ilsa Lund (Ingrid Bergman) che è lì col marito. Rick e Ilsa tempo prima avevano avuto una breve e intensa storia d’amore a Parigi ma lui era stato lasciato all’improvviso senza alcuna spiegazione (il motivo era che nel frattempo Ilsa aveva ritrovato il marito che credeva morto). Nel finale celeberrimo Rick Blane fa il beau geste di non sfruttare un lasciapassare per gli USA cedendolo al marito di lei. L’aereo s’invola con sopra Ilsa e Victor Laszlo (Paul Henreid), il marito, mentre Rick sparisce nella nebbia della pista conversando col capitano Louis Renault (Claude Rains), suo complice in questo romantico finale.
L’interferenza di 46” è piazzata verso la fine del film e mostra Blain-Bogart e il capitano Renault-Rains che mi consegnano una mazzetta chiedendomi quando scoppierà la bomba. “Quando staranno già volando sul mare”, rispondo.
In questo caso il brevissimo primo piano dei due l’ho ottenuto elaborando digitalmente una sequenza precedente mentre per la battuta di Bogart è bastato campionare la sua voce originale. La mia apparizione poi è resa come sempre credibile dalle luci, dal trattamento audio e dall’invecchiamento della pellicola riprodotti alla perfezione.
La versione con l’interferenza è stata diffusa nel maggio del 2018. Ecco uno stralcio della prima recensione scritta nel novembre successivo da un autore che si firma col nome del replicante di Blade Runner, Roy Batty:
“La versione originale di Casablanca da poco venuta alla luce è sconvolgente: cambia le coordinate e il senso del film, se non fosse stata alterata avrebbe dato una spinta fondamentale all’evoluzione artistica del Cinema. Gli sceneggiatori di Casablanca (Julius J. Epstein, Philip G. Epstein e Howar Kock) con la complicità di Michael Curtiz, il regista, ebbero l’intuizione formidabile di cambiare la trama – mutuata da un’opera teatrale di Murray Burnett e Joan Alison – trasformando la zuccherosa commedia sentimentale che conosciamo in una lacerante riflessione sulla natura spesso cinica e malvagia dell’Uomo. Era il 1942 e gli Stati Uniti erano entrati in guerra da poco; fu molto probabilmente lo stesso presidente Franklin Delano Roosvelt, attentissimo al potenziale comunicativo della nuova arte, a ordinare il taglio della cruda sequenza chiave alla Warner Bros. Per renderci conto della situazione basti sapere che nel 1932, dopo la grande depressione, un movimento formato dai cattolici e dagli addetti ai lavori, stilò un codice di autoregolamentazione che “invitava” alla produzione di film di evasione, linea parzialmente abbandonata una decina d’anni dopo a favore dei film di propaganda bellica filoamericana. Non è difficile, a questo punto, immaginare quanto la versione originale di Casablanca fosse intollerabile. Allora le majors di Hollywood occupavano tutto il mercato americano e c’erano troppi interessi economici e politici nel Cinema perché potesse esprimersi con la libertà che solo la vera arte può permettersi. Libertà che invece la letteratura poteva raggiungere con meno difficoltà; a parte qualche caso di censura infatti la pubblicazione di un libro si risolveva e si risolve quasi sempre nel semplice rapporto tra lo scrittore e l’editore. Tanto per dare un’idea, nel 1932, anno della autoregolamentazione nel Cinema, Louis-Ferdinad Céline pubblicava “Viaggio al termine della notte”, un’indagine durissima su quello che per lui era il senso cupo e illusorio della natura umana: “Il viaggio dalla vita alla morte che ci è dato è interamente immaginario, ecco la sua forza. Uomini, bestie, città, cose: tutto inventato”.

Filippo Martinez (Interferente)

“Nella versione originale Rick Blane (Amphrey Bogart), un duro ex trafficante d’armi, durante la seconda guerra mondiale vive a Casablanca dove è proprietario del Rick’s Café Américain. Una sera incontra Ilsa Lund (Ingrid Bergman) che è lì col marito.” Da L’INTERFERENTE – Editoriale di Filippo Martinez (Interferente)

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