INCONTRIAMOCI IN CAMPO


Editoriale del 13 novembre 2015

In questi miei miei viaggi per il mondo ho spesso sbirciato al di là delle vetrate dei bar.
Molte coppie al tavolino sono nate forse grazie a un tal Focaccia.
Legittimò con una canzone l’approccio d’amore con 800 lire.
“Posso invitarti a prendere un caffè?” è la frase più in voga per l’abbordaggio. Sembrerebbe quasi che in tre sorsi, si possa capire se funzioni. Lei fa finta di non aver capito il suo interesse, lui fa finta che sia vero. A dire il vero, l’aspetto più bello della vicenda è poco sfruttato: andare via dopo cinque secondi. Capita spesso di leggere i brividi sui volti di queste coppiette del caffè. E quasi mai sono brividi d’amore. Lei, con una spalla scoperta per sedurre, è spesso annoiata e pentita. Lui col vestito della domenica pensa che sarebbe stato meglio indossare la maglia di capitan Harlock. E che non avrà mai le chance per ordinare una cioccolata.
Per questo ho deciso di non accettare dagli indigeni l’invito a bere un caffè. Alla farsa preferisco l’audacia di questo contadino tedesco con la tuta blu. «Ti ricambio la vita», mi ha detto mentre montava due pneumatici Agristar ad alte prestazioni. «Incontriamoci in campo, un trattore è una nuova esperienza», ha aggiunto. Lodevole contadino.
Ma facciamo che per adesso proseguo a piedi.

Virginia Saba
(Autostoppista ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

Permette signora (1970) cantata da Piero Focaccia

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