LO STATO SIAMO NOI Editoriale del 22 settembre 2020


Il Preside del Liceo Quijote, salutando i docenti e gli studenti, premette alcune raccomandazioni in occasione dell’avvio di questo nuovo anno scolastico, inevitabilmente più complicato del solito. Innanzitutto devono essere rispettate da parte di tutti le norme di sicurezza: distanziamento, uso delle mascherine, misurazione della temperatura, ecc. Negazionisti e rompicoglioni vari chiedano subito il trasferimento presso altre scuole. I docenti che si considerano “lavoratori fragili” e almanaccano giustificazioni per assenze, anni sabbatici e svicolamenti vari, pensino bene, prima di inviarmi qualsiasi richiesta di tal genere, ai medici e agli infermieri che si sono impegnati negli ospedali negli ultimi sei mesi, a contatto coi malati di Covid, che sono stati acclamati come eroi da noi tutti e che ora, spentisi i riflettori su di loro, hanno ricominciato a lavorare come niente fosse. Solo dopo aver pensato a tutti loro e aver passato in rassegna le foto di quelli, medici e infermieri, uccisi dal Coronavirus, potranno compilare la loro domanda di astensione dal servizio. La questione che dovrebbe echeggiare nelle loro menti suona all’incirca così: “Tutti costoro si sono sacrificati, nel momento di massimo contagio, per curare anziani malati nelle corsie ospedaliere e io, adesso, devo rifiutarmi di fare lezione a giovani sani nelle aule scolastiche, a distanza di due metri e con la mascherina?”. Chi, a questo punto, rispondesse affermativamente a tale domanda, dovrebbe sicuramente essere considerato un “lavoratore fragile” e la sua richiesta di sospensione dal servizio sarà senz’altro accolta. D’altronde chi chiede condizioni di assoluta sicurezza non potrà essere accontentato, perché il rischio zero non esiste. Non esiste neppure in assenza di pandemia, figuriamoci adesso. Un’ultima raccomandazione a tutti coloro, docenti o studenti o famiglie, che brontolano e borbottano perché esigono dallo Stato indicazioni precise, procedure a prova di bomba, disposizioni a prova di scemo. Come se lo Stato fosse il Gigante Amico del cartone animato della Ferrero, che prendeva per la collottola Jo Condor-Covid19 e lo toglieva di giro (“Ma mi lasci, non ho il paracadute, non ho la mutua…”). Invece lo Stato siamo noi, diceva Piero Calamandrei, noi che dai tempi di quel vecchio Carosello siamo cresciuti e dovremmo anche prenderci qualche responsabilità e un minimo di rischio. Dopo il comprensibile smarrimento iniziale e le incomprensibili polemiche tra virologi in disaccordo tra loro, oggi di fronte al virus siamo un po’ tutti uguali, dovremmo tutti sapere grosso modo come comportarci e che cosa fare per evitare il contagio. L’estate sta finendo e un anno se ne va, cantavano i Righeira, sto diventando grande, lo sai che non mi va. È invece arrivato il momento di crescere definitivamente, unica strategia per convivere col virus. Buon Anno Scolastico a voi tutti.
Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote)

“I docenti che si considerano “lavoratori fragili” e almanaccano giustificazioni per assenze, anni sabbatici e svicolamenti vari, pensino bene, prima di inviarmi qualsiasi richiesta di tal genere, ai medici e agli infermieri che si sono impegnati negli ospedali negli ultimi sei mesi.”
Da LO STATO SIAMO NOI – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote)

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