L'ODORE DELLA PASQUETTA


Editoriale del 3 aprile 2013

I lettori più assidui si saranno resi conto della mia fragilità emotiva e di quanto sia permeabile alle sollecitazioni esterne. Per mesi ho cercato di convincerli che la fine del mondo era alle porte, avendoci per primo creduto ciecamente. Ora sono impegnato sulla strada della decrescita felice e del francescanesimo, non sentendo parlare d’altro. Così nella giornata di Pasqua ho rinunciato al consueto pranzo luculliano in famiglia e mi sono accontentato di qualche kiwi che avevo acquistato il giorno prima in un supermarket attirato dalla pubblicità: prezzo stracciato 0,59 centesimo il chilo. Per Pasquetta poi mi sono avventurato in una gita in bicicletta fuori porta alla ricerca del vero odore delle pecore e dei pastori, così come suggerito da Papa Francesco. Peccato che piovesse. Detesto la volgarità che ci circonda e di cui sembra non si possa fare a meno, ma non vi nasconderò che nella pioggia battente sono scivolato su una grande cagata di mucca. Non era l’odore giusto, ma si può essere felici lo stesso.

Marco Schintu
(Meteorologo ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

Nino Taranto e Grazia Buccella in un Carosello del 1963

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