L’UOMO CHE COMPRÒ LA LUNA


Editoriale del 17 aprile 2019

Barbara Alberti e Benito Urgu, docenti rispettivamente di Amore e metamorfosi presso l’Università di Aristan hanno partecipato al film “L’uomo che comprò la luna”. Barbara ce ne parla in questo editoriale
Ringrazio Dio, la sorte, Filippo martinez che mi rivelò Oristano regno dell’avanguardia, Clara, l’amica che mi fece conoscere questo formidabile regista che è Paolo Zucca, per avere avuto la fortuna di collaborare ala sceneggiatura di questo film, e ringrazio la Regione Sardegna, Nerina Satta di Filmcommission, Nicola Giuliano il coproduttore che ci hanno permesso di realizzarlo. Il produttore Amedeo Pagani e io siamo affascinati dalla cultura sarda e dalla follia sarda, di cui fa parte l’istinto rivoluzionario.
La Sardegna è l’ultimo posto dove c’è ancora il senso della giustizia sociale, e ci si ribella ai soprusi. L’Asinara, il Sulcis, la rivolta dei pastori…
Ringrazio l’altra compagna di sceneggiatura, Geppi Cucciari, campione dell’umorismo sardo, così british, così irresistibile.
A Benito Urgo consegno il mio Oscar personale, come re del dramma e della comicità. Jacopo Cullin è il nostro Tom Hanks, Jacopo Fresi e Francesco Pannofino sono i figli di Stanlio e Ollio, Paolo Zucca la nostra bandiera dei quattro mori, in questo film che è la storia della guerra d’indipendenza sardo-americana. Altro che separatismo. Qui ci si mette fuori dal Patto Atlantico, e si va liberi nello spazio.
Dicano quel che vogliono. La luna è sarda!

Barbara Alberti
(Strega di Aristan)

Dicano quel che vogliono. La luna è sarda! (da L’UOMO CHE COMPRÒ LA LUNA – Editoriale di Barbara Alberti)

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