L’UOMO E IL GIORNALISTA


Editoriale del 26 giugno 2020

Si è risvegliato l’interesse per Indro Montanelli, grazie o per colpa di un barattolo di vernice. Da ragazzo mi ero lamentato perché Nuoro non gli aveva dedicato la cittadinanza onoraria per i suoi anni vissuti nel capoluogo barbaricino.
Molti pretendono che lo si giudichi come giornalista e storico insieme a Gervasio, senza sporcare il giudizio con certe sue condotte. Solo che qui non si tratta di opinioni divergenti, ma di occultamenti. Mi chiedo come abbia reagito sua moglie, la Liala scrittrice di candidi romanzi rosa.
Si dice che bisogna giudicare uno scrittore per le sue opere, non per i suoi comportamenti, anche se sono poco limpidi. Rousseau è stato uno dei padri della pedagogia e il suo carisma non viene inficiato dal particolare che non si era curato punto dei figli che aveva avuto sua moglie. Maradona lo valuti in campo. Io potrei scrivere un libro di successo sulla cooperazione domestica, a patto che non mi si metta alla prova con dimostrazioni pratiche e non si chieda un parere alla mia ex moglie.
La gravità sta nel fatto che Montanelli certe cose le ha compiute e qui si fa appello al contesto, la tradizione, le usanze. Le ha raccontate lui stesso molti anni dopo, senza fare una piega. Una vecchia abitudine che segnala una condiscendenza colpevole, che non elimina un fenomeno ma lo normalizza e quindi lo perpetua. Come il turismo sessuale, la prostituzione, non ci sto al “così fan tutti”.
Potremmo non fare il focus su Montanelli, ma su quanti come lui non prendono le distanze su certe questioni, perché hanno avuto la fortuna di non nascere in un poverissimo villaggio. Poniamo che il valore di Indro non sia in discussione, ma avrei grande disagio a passare una serata con uno che giustifica certi comportamenti e godere della sua amicizia.
Niente di eccezionale, almeno con molto garbo eviterei certe banalizzazioni che sappiamo come crescono e a cosa portano. Ho perlomeno un’altra cultura comportamentale. Se scherzo, anche su un altro, voglio che anche lui rida con me. Se faccio sesso, e ne ho un bel ricordo, voglio che ce l’abbia anche la mia partner.

Nino Nonnis (La Cavana [la roncola] di Aristan)

 

La gravità sta nel fatto che Montanelli certe cose le ha compiute e qui si fa appello al contesto, la tradizione, le usanze. Le ha raccontate lui stesso molti anni dopo, senza fare una piega. Una vecchia abitudine che segnala una condiscendenza colpevole, che non elimina un fenomeno ma lo normalizza e quindi lo perpetua. Come il turismo sessuale, la prostituzione (da L’UOMO E IL GIORNALISTA – Editoriale di Nino Nonnis)

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