MAIMONIDE, che guidò i perplessi


Editoriale del 22 gennaio 2017

Mi inginocchiai immobile a pregare sulla tomba di Moshe ben Maimon, che si finse musulmano per non morire, mentre studiava la Torah nel suo rifugio di Fes. Fu l’uomo più colto del suo tempo, in quel medioevo almoavide perduto fra Marrakesh e Siviglia, a metà del 1100.
Studiò Ippocrate e Aristotele e conosceva la logica e l’epidemiologia ma soprattutto aveva una grande fede dentro.
Pare che il suo corpo riposi lì dove io vidi la lapide, nel lago di Tiberiade, che gli ebrei chiamano “mare di Galilea”, un grande bacino di acqua dolce che alimenta la loro fede e le speranze di una vita migliore.
Un libro su tutti è per me fonte quotidiana di insegnamento, quella “Guida dei perplessi” , nella quale studia la mistica del carro, in modo che il suo cuore possa sublimarsi nella logica dei paradisi celesti.
Scoprii in quell’opera che non tutto può essere rivelato.
Solo i migliori hanno adito alla lettura di ciò che è segreto e non svelato.

Antonangelo Liori
(Microbiografo di Aristan)


Studiò Ippocrate e Aristotele e conosceva la logica e l’epidemiologia ma soprattutto aveva una grande fede dentro.
(da MAIMONIDE, che guidò i perplessi-editoriale di Antonangelo Liori)

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