MALATA DI CORAGGIO


Editoriale del 6 maggio 2015

È stata proclamata la costruzione più importante della storia degli Stati Uniti. Pensata come una germinazione della natura su cui poggia, da un architetto che era lui stesso una forza della natura. Era il 1936, l’uso del cemento armato era agli esordi, non se ne conoscevano ancora le potenzialità, né le cautele, ma Frank Lloyd Wright ebbe il coraggio di portare i suoi calcoli oltre i limiti fino ad allora sperimentati, inventando una terrazza con un aggetto impressionante, che rasentava la follia. Quando fu il momento di liberare il cemento ormai asciutto dalle casseforme in legno, gli operai si rifiutarono di farlo. Temevano che, tolti i puntelli, la terrazza sarebbe crollata sulle loro teste. Fu Wright in persona a scasserarla, completamente da solo. La Terrazza non crollò. Maestosamente si liberò in tutta la sua bellezza, immersa in quella natura che fa di lei un essere vivente.
Dopo molti anni la terrazza si è ammalata, ha cominciato a cedere, la sua audacia le si è rivoltata contro. Ci ha tenuto col fiato sospeso, come un funambolo sul vuoto, ma ce l’ha fatta, è ancora lì. Eppure, a differenza di molti altri capolavori d’architettura, è stata imitata pochissimo.
Perché il coraggio è una malattia, ma non è contagiosa.

Genny Pignataro Atzeni
(Rabdomante ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da La fonte meravigliosa (1949) diretto da King Vidor, con Gary Cooper e liberamente ispirato alla figura dell’architetto Frank Lloyd Wright.

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