MAMMA HO PERSO TUTTI I DATI


Editoriale del 26 gennaio 2013

E’ una notte estiva, piena di calma e gratitudine per l’aria fresca e il cielo stellato. Armeggi sonnacchiosamente col computer, con la tua solita maestria. Stai facendo una semplice formattazione di una pennetta USB, ma con gaia sollecitudine clicchi OK sul drive con la lettera sbagliata. In un attimo hai cancellato anni di lavoro… Sono interessato al momento preciso in cui hai calcato il pulsante eliminando definitivamente tutti i tuoi documenti. Quel preciso momento è pieno di silenzio. Non vuoi considerare veramente le conseguenze di quello che hai appena fatto. Cerchi di estraniarti per un attimo. D’altronde non c’è nessuno che ti stia puntando un coltello alla gola, giusto?! E’ come se avessi gettato un pesante sasso in un interminabile pozzo. Non si sentono rumori. Il sasso è in viaggio verso il centro della terra, ma per ora tutto bene, intorno tutto è calmo. Prima o poi si sentirà il boato del suo scontro col nocciolo duro del nucleo terrestre, ma nel mentre te la puoi godere. Resisti qualche minuto, ma poi, anche prima del tonfo finale, cominciano ad arrivarti nella mente, automatici, dei flash del tuo venditore di hardware che ti guarda, come si guarda un idiota, mentre gli porgi pietosamente l’hard disk da salvare. Finalmente potrà sbirciare
indisturbato dentro lo scrigno di tutti i tuoi segreti e da quel momento non lo potrai più guardare con l’aria indifferente di chi non ha niente da nascondere.

Alessandro Chessa
(Econofisico di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

Ho perso le parole (1998) cantata da Luciano Ligabue

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