MANLIO FOREVER


Editoriale del 18 maggio 2018

So che Marco Schintu al suo ritorno da Siviglia gli dedicherà un editoriale, tuttavia anch’io voglio parlare di Manlio Brigaglia. Marco non se ne avrà a male. In ogni caso mi limiterò ad accennare soltanto ad alcune cose che mi hanno coinvolto. Il suo primo segnale giunse nella mia vita quando recensì “Interludio” la mia prima trasmissione televisiva. Lui allora era un temuto critico e a quei tempi, erano gli ultimi anni ’70, nessun critico televisivo che si rispettasse avrebbe osato anche solo guardare i programmi delle orride tv private nascenti: lui invece, andando contro tutti gli snobismi imperanti, le guardava, e addirittura – in quel caso – ne scrisse molto bene.  La nostra prima conversazione invece risale a qualche decennio dopo, quando nel 2003 gli chiesi di assumere i panni del saggio Pietro di Sanluri per commemorare, con uno scritto apocrifo, Eleonora d’Arborea. Il suo pezzo fu pubblicato su Nues, il giornale “impossibile” che in quell’occasione pubblicava un’edizione speciale datata 24 maggio 1403, giorno successivo alla scomparsa della Giudicessa. Manlio nell’occasione si divertì molto e io capii che era uno con cui si poteva giocare. E ne approfittai. Nel 2011 infatti, a nome dell’ Accademia Perduta del Giudicato di Arborea, lo invitai al corso di Prevenzione dell’idiozia per  tenere con Giorgio Pisano una lezione magistrale intitolata “Idiozia e mass media”. Scatenò un’ovazione da stadio. Quando poi, all’alba del 2012, nacque  L’Università di Aristan lui partecipò subito al gioco, indossò la tonaca rossa e divenne professore ordinario di “Infanziologia”. Nel 2015 a Sassari (dove lui era ed è venerato come Sant’Efisio a Cagliari e Padre Pio a Pietralcina) dovendo presentare un mio libro aprì il suo intervento cantando con me “Non ti fidar di un bacio a mezzanotte”; io avevo 64 anni, lui 86, e nessuno dei due era intonato.

Quando lunedì scorso ho saputo della sua scomparsa stavo per tenere a Cagliari una lezione di poesia contemporanea intitolata “Gli angeli sanno volare perché si prendono con leggerezza”, ebbene lui era il senso incarnato di quella lezione. Manlio Brigaglia conosceva il divertimento di vivere. Possedeva quella sorridente consapevolezza esistenziale baciata dalla Grazia tipica degli esseri umani riusciti meglio. Sentirò molto la mancanza del suo sguardo straordinariamente intelligente sul mondo.

Filippo Martinez

(Estetista di Aristan)

Nel 2015 a Sassari (dove lui era ed è venerato come Sant’Efisio a Cagliari e Padre Pio a Pietralcina) dovendo presentare un mio libro aprì il suo intervento cantando con me “Non ti fidar di un bacio a mezzanotte”; io avevo 64 anni, lui 86, e nessuno dei due era intonato. (da MANLIO FOREVER – editoriale di Filippo Martinez)

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