UN MARE DI KITSCH


Editoriale del 4 aprile 2019

Nella pancia di una balena morta si trovano sempre più spesso decine di chili di oggetti di plastica indigeribile. Non solo buste, piatti, bottiglie o reti da pesca, ma tutto il vastissimo campionario di cose inutili che nel tempo con questo materiale sono state prodotte. Nell’ultimo secolo la plastica è stata forse il più importante veicolo del falso e del cattivo gusto e ora ci troviamo di fronte, letteralmente, a un mare di kitsch, dove supereroi, cigni o motociclette -rigidi, morbidi o semirigidi- hanno trovato il loro destino finale. Quella che le onde vomitano sulle coste è solo un’infinitesima parte del catalogo. Dopo oltre trent’anni è stato risolto il “mistero” del telefono di plastica con le sembianze del gatto Garfield, protagonista di un cartone animato di Walt Disney molto popolare alla fine degli anni ’70. Da decenni ogni tanto ne approda qualcuno sulle coste francesi. Si è scoperto che una nave aveva perso un container pieno di questi meravigliosi gatti-telefono. I gatti però sono riusciti a uscire da quella gabbia, emergere e farsi trasportare dalle correnti. Molti di loro sono di sicuro finiti in pancia a una balena. Mi piace credere che il comandante di quella nave, a conoscenza dell’osceno carico che trasportava, abbia voluto di proposito affondare quel container in un abisso, un anfratto nelle profondità marine in cui era sicuro che sarebbe rimasto in eterno. Potendo avrebbe messo una pietra al collo a ogni gatto-telefono Garfield. E invece…

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Nell’ultimo secolo la plastica è stata forse il più importante veicolo del falso e del cattivo gusto e ora ci troviamo di fronte, letteralmente, a un mare di kitsch, dove supereroi, cigni o motociclette -rigidi, morbidi o semirigidi- hanno trovato il loro destino finale (da UN MARE DI KITSCH – Editoriale di Marco Schintu)

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