MARE


Editoriale del 5 agosto 2012

Una giornata piovosa di Marzo. Pomeriggio in Archivio: seduto al tavolo di lettura della sala 10, sfoglio una magnifica Bibbia miniata del XIII secolo. Ogni tanto sollevo gli occhi verso la parete di fronte, affrescata con la mappa di un mare sconosciuto a forma di fagiolo, circondato da terre incise da una fitta rete di fiumi, con tre grandi isole nel mezzo e un arcipelago di isolette vicino alla costa orientale. In basso a sinistra, un cartiglio con la semplice scritta “MARE “ e l’immagine dell’uovo con le ali, simbolo del 20° Archivista (vissuto all’inizio del ‘600). Nella misteriosa mappa, gli elementi geografici raffigurati hanno intestazioni riconducibili esclusivamente alla storia dell’Archivio dell’Oblio. E come segno di fiducia nella continuità dell’istituzione nel tempo, ci sono alcune proiezioni nel futuro: per esempio, nell’Arcipelago Orientale c’è un’isola dedicata al 50° Archivista (carica che mi onoro di ricoprire).
Un raggio di sole, penetrato dalla vetrata affacciata sul chiostro, dichiara la fine della pioggia e suggerisce di uscire all’aperto. L’antico selciato ha sempre avuto un vistoso cedimento al centro del chiostro, e lì si forma una grande pozzanghera a forma di fagiolo. Una folgorazione! Il mare affrescato quattro secoli fa è la mappa di quella pozzanghera che, dopo ogni pioggia, si ripresenta immutata. Riconosco i golfi e le penisole , il reticolo dei giunti della pavimentazione è come il tracciato dei fiumi, e i tre conci affioranti dall’acqua somigliano alle isole maggiori. Sono commosso: anche il 20° Archivista, come me, era un microgeografo.
Un solo rammarico, la scomparsa dell’Isola del 50° Archivista, sprofondata nella pozzanghera con tutto l’Arcipelago Orientale.

Carlo M.G. Pettinau
(50° Archivista dell’Oblio)

COGLI L’ATTIMO

 

da Pozzanghere (1961) di Pellini/Orfelius/Renis cantata da Dalida

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