MASCHIO, MASCHIO, MASCHIO


Editoriale del 5 dicembre 2018

Mi sono innamorata di chiunque- uomo, dio, donna, bestia. Ma il mio immaginario viene mosso all’amore soprattutto dal maschio. Me li sono sempre figurati coi segni esteriori di mio nonno- la foto nell’ovale, i baffi, l’odore di tabacco forte- e la camicia, la cravatta, le grandi scarpe- ma soprattutto mi piace la parola: maschio, maschio, maschio. Il maschio è per me come nel classico di Jean Renoir, La grande illusione. La donna tedesca che ha nascosto il soldato francese (Jean Gabin), quando lui deve scappare gli dice Mi mancherà il tuo passo d’uomo per casa. Il maschio, per me, è quel passo. Meglio ancora se a lui piacciono gli uomini. Gli ultimi veri maschi sono i gay.

Barbara Alberti
(Strega di Aristan)

 

Mi sono innamorata di chiunque- uomo, dio, donna, bestia. Ma il mio immaginario viene mosso all’amore soprattutto dal maschio.

da Ultimo tango a Parigi (1972) diretto da Bernardo Bertolucci, con Marlon Brando e Maria Schneider

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