MEMORIE DALLA CASA DEI MORTI


Editoriale del 3 settembre 2018

Che il tempo sia la materia fondamentale per qualsiasi opera decente me lo ricorda Dostoevskij in “Memorie dalla casa dei morti”, resoconto semi-autobiografico dei quattro anni trascorsi in un campo di lavoro siberiano. Monito per gli inviati che vanno e che vengono, per i corrispondenti in poltrona, per gli editori ignoranti e spilorci, per gli scrittori che si obbligano alle battute giornaliere, per chi nei social esprime giudizi su ogni cosa dopo trenta secondi di suggestione, senza rendersi conto che velocità e volume sono la catena fra i ferri alle caviglie, non la liberazione. Auspico la nascita di una carboneria del tempo, e la Siberia per gli altri.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

Che il tempo sia la materia fondamentale per qualsiasi opera decente me lo ricorda Dostoevskij in “Memorie dalla casa dei morti”

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