NON MI FIDO DEL POPOLO


Editoriale del 9 settembre 2019

“Non capisco perché se alcuni milioni di persone non la pensano come te devi per forza avere torto.” – Frank Zappa.

La politica oggi più che mai si riempie la bocca della parola “popolo”: Il popolo è sovrano, deve scegliere il popolo, il popolo ha sempre ragione… ma l’avete guardato bene il popolo? L’avete ascoltato mentre bercia nei bar? Avete mai letto le sue sgrammaticate bestemmie sui social? L’avete mai osservato con attenzione mentre esibisce la sua ottusa ferocia? Mentre, a Omaha, esulta dopo aver bruciato vivo un ragazzo nero? Avete mai ascoltato il boato di gioia dei futuri antifascisti che acclamano Mussolini mentre annuncia l’entrata in guerra?
Il popolo è la torbida invenzione dei poteri di tutti i tipi per legittimare i propri interessi. È una nuvola di nulla nella quale deportare gli individui. Bisogna evadere da questa nuvola. Subito. E il piano di fuga deve essere concepito a scuola. È lì che bisogna accendere le menti. La scuola deve diventare un colossale spaccio di stupefacenti. Gli studenti, ma anche i professori, i presidi e i bidelli devono assumerne dosi industriali. Devono strafarsi di Michelangelo, di Stephen Hawking, di Hanna Arendt, di Stanley Kubrick, di Don Chisciotte, di Sergey Brin, di Corto Maltese, di Carl Sagan, di Garcia Lorca, di Umberto Eco, di Paul Klee… Solo così si potrà salire sull’Ippogrifo (o sul Nautilus, o sull’Enterprise) e fuggire dalla nuvola per ritornare su quel complicato, meraviglioso pianeta abbandonato che qualcuno ha chiamato Uomo.

Filippo Martinez (Pedagogo)

“Avete mai ascoltato il boato di gioia dei futuri antifascisti che acclamano Mussolini mentre annuncia l’entrata in guerra?” Da NON MI FIDO DEL POPOLO – Editoriale di Filippo Martinez (Pedagogo)

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