I MIEI CANI


Editoriale del 15 novembre 2019

Nel mio recente passato ho avuto sempre dei cani, sino ad averne avuto ultimamente due insieme, fratelli. Uno aveva l’aspetto di un killer, ma buono come un papa buono, l’altro era peggio, che corrisponde a meglio.

Quando veniva a casa qualche amico mi informavo sempre se avessero paura dei cani, e nel caso li chiudevo in una specie di sala d’attesa in giardino, i cani ovviamente, da dove potevano vedermi.

Qualche amico immaginava scene truculente, c’è sempre uno che vanta un morso ricevuto da un cane di passaggio, ci sono quelli che ti raccontano di bambini assaliti dal proprio cane. Si tratta sempre di assalti improvvisi, raptus di pazzia ed è inutile che io cerchi di fare ipotesi diverse citando la mia cultura etologica. Qualcuno equivoca e capisce escatologica, e forse per quello non ci capiamo. In qualche caso me la prendo: come possono pensare che io abbia tirato su un cane con carattere aggressivo? Tanto più che ho avuto sempre cani senza scegliere una razza precisa, sono stati tutti incontri casuali e non mi sono mai pentito della sorte.

In effetti quei miei due cani fratelli, come anche gli altri che ho avuto, erano esagerati nel fare le feste, tutti così, non si contengono e io li preservavo dai brutti incontri con amici che si infastidiscono.

In realtà il cane è facilmente interpretabile, manda segnali che non può nascondere. Possiamo anche prevedere che tipo di cane sia diventato, perché prende il carattere del padrone e fa quello che lui si aspetta che faccia. Certo, c’è una bella differenza tra il morso di un pit bull e quello di un pincher.

Una grande difficoltà sono i cani bavosi, specie se sono Alani, di quelli abituati ad abbracciare in piedi le persone.

Un mio amico si è preso una volta un cane che non immaginava, l’aveva visto in fotografia. È andato a prenderlo da cucciolo e qualche sospetto l’aveva avuto. Che non avesse due mesi, ma sei. Quando è cresciuto non ha potuto farci niente. Salta sulla gente con grande trasporto e l’amico stesso in quei casi si predispone all’assalto. È enorme e non fa niente per dimagrire. Per lui ha dovuto anche cambiare macchina.

 

Nino Nonnis (Zoo Roastro)

 

Qualche amico immaginava scene truculente, c’è sempre uno che vanta un morso ricevuto da un cane di passaggio, ci sono quelli che ti raccontano di bambini assaliti dal proprio cane. Si tratta sempre di assalti improvvisi, raptus di pazzia ed è inutile che io cerchi di fare ipotesi diverse citando la mia cultura etologica (da I MIEI CANI – Editoriale di Nino Nonnis)

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