MINA SBUFFA, RAGLIA, CORRE, FRUSTA L'ARIA, INTORNO MANDA FIAMME


Editoriale del 2 marzo 2020

Non è stato facile, ma dopo molte ore di discussione accesissima con i miei colleghi dell’Accademia sono riuscito a far assegnare il Premio Nobel per la Letteratura 2020 ad Anna Maria Mazzini, in arte Mina, grande cantante italiana. Mina nel corso della sua lunga carriera non ha mai scritto un verso né una nota delle canzoni che ha interpretato; è stato questo il motivo per il quale gran parte dei giurati inizialmente si è opposta al premio per la mia candidata. Mi ha salvato Jorge Luis Borges; ho citato la sua dedica “a chi dovesse leggere” che introduce il magistrale ‘Carme presunto e altre poesie’: “Le nostre quisquilie differiscono poco; ordinaria e fortuita è la circostanza che tu sia il lettore di questi esercizi, e che io ne sia l’estensore”. Queste parole hanno convinto tutti. Per Borges il lettore è sempre coautore al 50 per cento dell’opera nella quale sta sprofondando. E Mina è stata una straordinaria “lettrice” delle canzoni che ha scelto di interpretare. La sua voce ha sempre arricchito con incantevoli sfumature i testi e le musiche di ogni brano. Se volete una prova documentale mettete a confronto la versione di Claudia Mori del brano “Buona sera dottore” con la versione di Mina (le trovate entrambe su Youtube); è il racconto della telefonata notturna che un uomo sposato riceve dalla sua amante mentre è a casa con la moglie; l’amante, ebbra di desiderio, lo invita a raggiungerla con urgenza, mentre lui, per non farsi scoprire, finge di parlare con un dottore. Nella versione originaria di Claudia Mori non si capisce perché dovrebbe prendersi l’incomodo di raggiungerla, nella versione di Mina, invece, si capisce al volo.

Se si accoglie una concezione più vasta della letteratura ci si rende conto di quanto Mina abbia saputo rendere “letteraria” tutta la sua presenza d’artista. Le sue interpretazioni vanno oltre il genere (quando canta una canzone concepita per un uomo lei non adatta il testo) e oltre il tempo. Tiene l’ultimo concerto a 38 anni poi, a differenza di molte sue colleghe e colleghi coetanei che continuano ad apparire dappertutto, lascia in scena solo la sua voce e le immagini che giocano in modo spericolato e affascinante col suo volto nelle copertine dei dischi e nei video. Uno dei suoi ultimi brani, Tex-Mex, inciso con Ivano Fossati, è la storia di un ritorno travolgente; nessuno ascoltandolo può pensare che la donna appassionata che, come un’incendiaria, sta tornando dal suo uomo su una corriera che “sbuffa, raglia, corre, frusta l’aria, intorno manda fiamme” ha 80 anni.

Nel 2021 per il Nobel radicalizzerò il pensiero di Borges e candiderò un semplice lettore.

Filippo Martinez (Membro dell’accademia per l’assegnazione dei premi Nobel)

 

Uno dei suoi ultimi brani, Tex-Mex, inciso con Ivano Fossati, è la storia di un ritorno travolgente; nessuno ascoltandolo può pensare che la donna appassionata che, come un’incendiaria, sta tornando dal suo uomo su una corriera che “sbuffa, raglia, corre, frusta l’aria, intorno manda fiamme” ha 80 anni”. Da MINA SBUFFA, RAGLIA, CORRE, FRUSTA L’ARIA, INTORNO MANDA FIAMME – Editoriale di Filippo Martinez (Membro dell’Accademia per l’assegnazione dei premi Nobel)

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