UN MINUTO PER FAVORE


Editoriale del 16 luglio 2013

Tutti promossi, naturalmente. Anche quest’anno alla maturità un 60 non si è negato a nessuno (e il 60, ne tenga conto chi l’ha preso, è il voto dei bocciati: un 52 o 56 reale, che solo la funambolica prestidigitazione di commissari buoni come il pane ha saputo far lievitare, arrampicandosi sulle griglie). Rimane il dubbio dell’utilità di un esame di stato che prevede il 98% dei promossi. Non sarà il caso di abolirlo e sostituirlo con un semplice scrutinio, più dignitoso ed economico, forse anche più selettivo? Quando faccio il Presidente e voto per una bocciatura, tutti mi guardano come un pazzo, perché si sa che il Presidente, sgomento per lo spaventapasseri del ricorso, esige una promozione di massa (se la prende vilmente con colui che il ciuco lo ha ammesso, in uno squallido scaricabarile). Peggio ancora quando faccio il Commissario interno, perché si sa che il suo ruolo è quello di avvocato difensore dei candidati, pronto a mendicare un voto in più per qualsiasi avanzo di liceo. Infatti, non aver promosso da interno qualche mio studente mi ha fatto guadagnare una recensione sul sito Studenti.it che mi descrive come uno a cui “piace bocciare alla maturità”. Di fronte a una simile sanatoria universale, è ovvio che quel 2% di bocciati cada nella più nera depressione. Devo essere proprio il più stronzo del mondo, pensano avviliti, se in quel troiaio ingiovibile di classe mia hanno promosso tutti, anche Gigi Merdacci, tranne me. E non hanno torto. Se si facessero gli esami con giusto rigore, il trauma della bocciatura non esisterebbe: mal costume, mezzo gaudio. La domanda consueta che il Presidente e gli esterni rivolgono agli interni, non appena, dopo un esame catastrofico, si profila anche solo l’ombra di una possibile bocciatura, è: “Se l’aspetta questo di non essere promosso?”. Siccome quelli giurano unanimi che non se l’aspetta affatto, anzi sarebbe per lui una tragedia che rischia di provocare un suicidio o la strage di Columbine, eccoli tutti pronti a cucinare sulle griglie un 60 alla brace. Fantastico! Proporrei di allargare la procedura ai vigili urbani, che, prima di infilare nel parabrezza una multa per divieto di sosta, dovrebbero fermarsi a meditare se quell’automobilista la multa se l’aspetta (in fondo, potrebbe non aver notato il segnale di divieto). O ancor più ai giudici: siamo sicuri che quello spacciatore si aspetta 10 anni di galera o quel killer si aspetta l’ergastolo? Immaginatevi che tristezza se fossero convinti dell’assoluzione! Perciò, nella speranza di ottenere una recensione positiva su Studenti.it, consiglio a tutti gli alunni che rischiano di ripetere l’anno di proclamarsi, nell’ultimo periodo scolastico, arcisicuri di essere promossi, anche se hanno tutti 3, perfino a religione ed educazione fisica: lo gridino spavaldi a genitori e parenti, amici e insegnanti, lo scrivano su Facebook e Twitter, che tutto il mondo lo sappia, come assicurazione che garantirà loro una promozione certa. Perché, in un mondo scolastico così tonto, anche i ciuchi possono essere furbi. E farsi quattro risate alle spalle della fragilità diffusa: fra docenti incapaci di sopportare il minimo contrasto e studenti che non sanno soffrire neanche per un minuto.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

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La notte prima degli esami (2006) di Fausto Brizzi

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