UN MINUTO p.F. (dopo Filippo)


Editoriale del 30 agosto 2021

Si dice che subito dopo la morte si continui per un po’ a fluttuare intorno al proprio cadavere; ebbene: confermo. Sono ancora qui. E il verbo ‘fluttuare’, con la lingua che sfiora il palato e l’aria che abbandona dolcemente le labbra, è il suono perfetto per raccontare il mio attuale stato di assoluta libertà. Fluttuo, e mi piace.
Ora i miei figli possono finalmente gettare la maschera restituendo al pianto i loro sorrisi degli ultimi giorni; credono di avermi perduto ma quando meno se l’aspetteranno, zac, riapparirò nella loro mente. Sono stato diabolico. Non fidandomi del loro inconscio, infatti, ho innescato qui e là delle trappole che prima o poi scatteranno e mi faranno ritornare con prepotenza: un appunto struggente in un libro che dovranno per forza consultare; una certa foto nascosta in un certo cassetto; una playlist miratissima mimetizzata in una memoria d’archivio; un mio piccolo, antico regalo lasciato subdolamente in una valigia poco usata… Non ho tralasciato alcun particolare, sono compiaciuto. Anche se, lo confesso, c’è qualcosa, un dettaglio, che è andato storto: le mie ultime parole. Avrei voluto chiudere con una frase importante, intelligente, una di quelle che poi vengono raccontate con ammirazione; me n’ero preparata una bellissima e aspettavo il momento giusto per esibirla, invece niente. Avevo una sete terribile e stupidamente ho sussurrato “birra”. Solo un attimo dopo ho capito che tutto il mio tempo era finito. Quando me l’hanno portata, infatti, era già scoccato il dodicesimo secondo p.F.

Filippo Martinez (Fluttuante)

“Ho innescato qui e là delle trappole che prima o poi scatteranno e mi faranno ritornare con prepotenza.”
Da UN MINUTO p.F. (dopo Filippo) – Editoriale di Filippo Martinez (Fluttuante)

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