MIO COGNATO PESCHERÀ UN PESCE PALLA


A grande richiesta ripubblichiamo l’editoriale di Tony Cinquetti del 5 dicembre 2013; domani potrete leggere quello appena “sfornato”.

Il pesce palla (fugu) è tra le creature più velenose del mondo marino. I suoi organi, in particolare il fegato, contengono una tossina molto più letale del cianuro, per la quale non esiste un antidoto. In Giappone il fugu, che si consuma da secoli, può essere preparato solo da cuochi provvisti di una speciale licenza, cosa che non li mette al riparo da errori: anche tra loro si contano i morti. Si capisce perché sia proibito portarlo alla tavola dell’Imperatore.
Chi decide in Giappone di mangiare il fugu lo fa quasi esclusivamente per provare la sensazione di averla fatta franca, dopo qualche momento di brivido. Nessuno di loro vuole morire: non dovrebbe succedere, ma potrebbe. Per il resto infatti il fugu è considerato un pesce poco prelibato se non del tutto privo di sapore, oltre che molto costoso.
Ora sono un po’ inquieto. I cambiamenti climatici hanno portato nel Mediterraneo il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), specie ritenuta più velenosa di quelle consumate in Giappone. Nonostante ci siano già stati già alcuni morti, manca l’allerta per i consumatori. Mio cognato sfida il mare con la sua barchetta, ma non distingue una triglia da una sardina. Prima o poi se ne troverà uno attaccato all’amo e sarà il pesce più importante della sua vita. È un tipo curioso. Lo mangerà, ci scommetto, anche se non vuole morire.

Tony Cinquetti
(Etica gastronomica)

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