MIO NONNO E I CAMBIAMENTI CLIMATICI


Editoriale del 17 dicembre 2015

Si fa un gran parlare di cambiamenti climatici e sono molto preoccupato per la salute del pianeta, ma confesso di non avere vissuto abbastanza a lungo per poter esprimere un’opinione. Cerco invano di ricordare a quante bombe d’acqua sono sfuggito nella mia infanzia, ma rischio di confondere il clima col tempo. Uno che invece potrebbe fornire risposte più precise è il mio vecchio nonno. Lo tempesto di domande. Provo a chiedergli se nel corso degli ultimi decenni ha notato variazioni di temperatura, umidità e piovosità rilevanti, se aveva mai visto chicchi di grandine così grossi, se le deiezioni delle mucche sono sempre state così imponenti. Niente. Per stimolarlo gli faccio osservare che nel giro di pochi mesi la nostra casa sul fiume è stata prima travolta da un’alluvione e poi spazzata via da una tromba d’aria. Niente. Ripiego allora su una considerazione su cui non potrà non convenire: è sempre più difficile coltivare ravanelli, crescono a fatica e sono deformi e insapori. Niente. Ecco cosa vuol dire essere morti da almeno cinquant’anni.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Indovina chi viene a Natale? (2013) diretto da Fausto Brizzi. Con Gigi Proietti e Diego Abatantuono

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