A MIO PARERE QUASI SEMPRE UNA BUGIA NON E' LA VERITA'


Editoriale del 23 aprile 2019

Il titolo incuriosiva e la foto dell’autore, un barbuto e autorevole novantenne, sembrava una garanzia di saggezza. Invece “Il piccolo libro della verità” edito da Rizzoli è un cumulo di banalità e sciocchezze: sciorinate da quell’Harry G. Frankfurt docente di filosofia all’università di Princeton che una decina di anni fa ci divertì con un delizioso saggio intitolato “Stronzate” e qui ci delude ricamando sull’acqua stronzate di sconcertante inutilità. “Il più incorreggibile difetto delle bugie è che mirano a sviare e compromettere i nostri naturali sforzi di sapere come stiano le cose”. L’avreste mai detto? “Mentendo il bugiardo intende confonderci e convincerci che la situazione sia diversa da come è”. Non sono frasi che, estrapolate dal contesto, sembrano sceme, ma solo alcuni esempi di questa sagra dell’ovvio (l’avverbio più ricorrente è proprio “ovviamente”, segno che anche Frankfurt ha la consapevolezza di scoprire l’acqua calda), di cui, con la migliore buona volontà, non sapremmo cosa salvare. Sentite questa: “Senza la verità non avremmo alcuna idea di come stanno le cose, oppure le avremmo, ma errate”. Ne consegue che “le convinzioni sbagliate non sono un valido aiuto per andare avanti”. Oppure: “A mio parere, però, è quasi sempre preferibile affrontare quello che ci aspetta piuttosto che cercare rifugio nell’ignoranza”. “A suo parere” e “quasi sempre”. Ancora: “Se la maggioranza delle persone fosse disonesta e non degna di fede, vacillerebbe la possibilità stessa di una vita sociale pacifica e produttiva”. Inoltre: “Per ogni fatto c’è un enunciato vero che lo riferisce, e ogni enunciato vero riferisce un fatto”. Un capitolo è dedicato a rispondere all’intrigante quesito “Come fanno le bugie a danneggiarci?”. Tanto varrebbe discettare sui lati negativi del cancro. Perla di saggezza: “Non è solo nel fidanzamento e nel matrimonio che la fiducia reciproca è un elemento importante dei rapporti umani”. Ma la rivelazione più spassosa si trova all’ultima pagina, che contiene la biografia dell’autore, questo formidabile sfondatore di porte spalancate. Basti l’incipit: “Harry G. Frankfurt è uno dei più eminenti filosofi morali del nostro tempo”. Speriamo che sia una bugia. Di quelle “che mirano a sviare e compromettere i nostri naturali sforzi di sapere come stanno le cose”. Altrimenti siamo fritti.
Editoriale di Fabio Canessa
(Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

qui ci delude ricamando sull’acqua stronzate di sconcertante inutilità (da A MIO PARERE QUASI SEMPRE UNA BUGIA NON E’ LA VERITA’ – Editoriale di Fabio Canessa)

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