MIRANDA


Editoriale del 9 dicembre 2019

Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello?
– Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello.
– I tuoi amici?
– Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto.
– La patria?
– Non so sotto quale latitudine si trovi.
– La bellezza?
– L’amerei volentieri, ma dea e immortale.
– L’oro?
– Lo odio come voi odiate Dio.
– Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero?
– Amo Miranda… Miranda che passa… laggiù… Miranda meravigliosa!”

Sono un falsario. Il piccolo poema in prosa che avete letto è tratto quasi integralmente da “Lo straniero” di Charles Baudelaire. Quasi. Infatti nell’ultima riga mi è bastato sostituire “le nuvole” (Amo le nuvole… Le nuvole che passano… laggiù… Le meravigliose nuvole!) con “Miranda” e ho creato una nuova poesia profondamente diversa dall’originaria, ma ugualmente bella. Con le nuvole lo straniero ha comunicato la consapevolezza del senso cangiante, effimero della sua e della nostra esistenza. Con Miranda, al contrario, il senso della sua vita (in questo caso solo della sua) è perentorio, s’incarna in una iperbole che non lascia spazio a nessun altro amore; madre, padre, sorella, fratello, amici, patria, bellezza, oro e lo stesso Dio si dissolvono in Miranda. Miranda Meravigliosa.

Sono un falsario, lo ammetto senza problemi, ma la seconda poesia è vera come la prima. E ve l’ho regalata.

Filippo Martinez (Falsario)

 

Amo le nuvole… Le nuvole che passano… laggiù… Le meravigliose nuvole!” Da MIRANDA – Editoriale di Filippo Martinez (Falsario)

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