MONTALBANO


Editoriale del 30 novembre 2018

Quando si guardano delle fiction di successo (meritato) come i gialli di Montalbano, si chiude un occhio su tanti particolari importanti. Cominciamo dalla casa al mare, anzi sul mare, del commissario. Che è fratello di un uomo importante di sinistra. La casa, che dovrebbe chiamarsi meglio villetta, se non villa, si trova a soli 10 metri dal mare. Oltretutto circondata da altre ville sontuose, mica un caso isolato quindi.

Sembra una spiaggia (molto) privata e infatti non si vedono mai ombrelloni e ragazzi che giocano a racchettoni, men che meno famiglie numerose con pranzo al seguito. Si vede solo Montalbano che nuota stiloso senza paura di meduse e motoscafi. La villa non possiede sistemi d’allarme e mi chiedo come mai non abbia mai ricevuto una visita dei ladri. Che siano tutti impegnati da noi, nelle seconde case in Sardegna in cerca di bidet da svellere?

Altro particolare, le donne: tutte piacenti, fascinose, erotiche, maliziose, mai una lofia. Inseritene almeno una, una puntata ogni dieci: la famosa quota rachie, che non so se si scriva con due c.

Montalbano, a differenza di Bleck Macigno e capitan Miki, cede alla tentazione e il sesso lo pratica senza fare niente per tenerlo alla larga. Potrebbe cadere negli strali della Chiesa perché non regolarizza il suo annoso rapporto, non ha messo su famiglia, non collabora contro la penuria di nascite e praticamente pubblicizza una morale libertina, aiutato anche da qualche suo collega.

È un grande degustatore di cibi, frequenta ristoranti dove fanno specialità da descrizione letteraria, però, pur essendo eccezionali e rinomati, questi locali più spesso sono vuoti, e il cameriere è sempre il padrone, che sembra anche il cuoco.

Altra esagerazione Catarella: si capisce che non l’hanno assunto per concorso. Infatti non partecipa mai a qualche missione d’azione. Fa il telefonista o l’annunciatore alla porta: “Commissario, c’è il signor tale”. Per non renderlo troppo macchietta lo hanno fatto esperto informatico e questo è insopportabile per noi: dover constatare che non siamo capaci quanto Catarella, non bastava Montalbano.

 

Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan)

 

Per non renderlo troppo macchietta lo hanno fatto esperto informatico e questo è insopportabile per noi: dover constatare che non siamo capaci quanto Catarella, non bastava Montalbano (da MONTALBANO – Editoriale di Nino Nonnis)

 

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