MORIRE NELL’ERA DIGITALE


Editoriale del 03 novembre 2016

chiavette

Il futuro dei cimiteri è quello di un luogo che custodisca i nostri dati digitali piuttosto che le nostre spoglie. Una sequenza ben ordinata di chiavette USB o un camposanto online, non più aride pietre tombali di fronte alle quali sforzarsi di ricordare una persona. Oggi chi muore può continuare a mantenere la sua pagina sui social network. Non si organizza forse pensando alla vita eterna, una pagina Facebook? Difficile distinguere tra vivi e morti. Tra qualche anno, si calcola, il numero degli utenti di Facebook morti supererà largamente quello dei vivi. Improvvisamente mi rendo conto di aver creato un mio personale cimitero digitale. È da quando sono comparsi i cellulari, cioè da almeno cinque lustri, che colleziono numeri di telefono senza mai cancellarne uno. Mi porto appresso i numeri e i nomi di tutti gli esseri umani che ho conosciuto in mezzo mondo in venticinque anni: persone per me importanti, meno importanti, o con le quali sono entrato in contatto solo per futili motivi. Molte di loro sono scomparse, lo so per certo; molte erano già anziane quando le ho conosciute, altre nemmeno le ricordo e quindi è come se fossero morte. Numeri che squillano a vuoto. Anch’io per tanti di loro potrei essere un numero che non è mai stato cancellato. Inutile chiamare, che sia vivo o morto non fa differenza.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)


…Oggi chi muore può continuare a mantenere la sua pagina sui social network. Non si organizza forse pensando alla vita eterna, una pagina Facebook? Difficile distinguere tra vivi e morti.
(da MORIRE NELL’ERA DIGITALE di Marco Schintu)

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