MORIRE TRA LE BRACCIA DELLO CHEF


Editoriale del 16 marzo 2017

Ho smesso di andare al ristorante con una mia carissima amica perché non mangia nessun piatto che contenga aglio o cipolla, sostiene che anche minime tracce di questi ingredienti potrebbero ucciderla. Vero o falso che sia, ogni volta che la accompagno leggo negli occhi dello chef: “Perché non sei rimasta a casa, mammoletta?” I camerieri la detestano e gli altri clienti mi guardano con compassione. Al giorno d’oggi uno chef vive nel terrore. Sa che molti dei suoi clienti hanno sviluppato un intestino delicato, sensibile a una lunga lista di allergeni che può includere persino le basette del cameriere. Prima o poi qualche mammoletta morirà tra le sue braccia, uccisa da una rara combinazione di basilico e prezzemolo. Ma è più probabile che finisca per essere lui stesso, lo chef, a squartare uno pseudoceliaco con un coltello giapponese.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

“..Prima o poi qualche mammoletta morirà tra le braccia dello chef, uccisa da una rara combinazione di basilico e prezzemolo. Ma è più probabile che finisca per essere lui stesso, lo chef, a squartare uno pseudoceliaco con un coltello giapponese.”

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