MORTE PER ACQUA


Editoriale del 7 ottobre 2013

Sulla littorina che collega Massaua a Biscia mi esercitavo a fermare i fili d’erba in corsa. Raccoglievo tutte le parole italiane in un discorso per la ragazza dell’accoglienza. Avrebbe avuto gli occhi blu e i polsi stretti e bianchi e la cantilena gentile che il Mediterraneo dirige sulle labbra della gente. Sono morto da quasi una settimana e il mare mi spolpa la carne in bisbigli. Il fondo è una polvere fredda e non posso vedere ma sento la luce danzare sul volto violaceo. Ora che sono acqua nell’acqua ricordo il fuoco sul ponte e per me l’orrore è lo sguardo dell’infante chiuso sul petto della madre urlante. Con le mie dita lunghe sarei diventato un cameriere danzante e in livrea davanti allo specchio avrei detto sì alla vita. Con le mie dita lunghe sarei diventato uno spacciatore invisibile e avrei conosciuto meglio degli sbirri l’asfalto e le case. Da qui vedo la coscienza sommersa di una civiltà millenaria. Gentile o giudeo, ricordati di me che sono becchime per la storia. Avevo un corpo e dei sogni come i tuoi e vivevo di là dalla frontiera.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan war’s correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

da Terraferma (2011) diretto da Emanuele Crialese

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA