MU E JO


Editoriale del 8 agosto 2013

Mu e Jo, i due fantasmini che mi fanno sempre compagnia nelle molte notti cariche di oscuri fardelli, sono ancora ai piedi del letto, mentre riemergo da qualche abisso del sonno profondo. Devo stare attento a non destarmi del tutto perché scomparirebbero all’istante. Loro non sono di questo mondo, ma vivono in una specie di intercapedine spazio-temporale: un anfratto sensoriale. Non sono delle cose, sono esattamente a metà strada tra le cose e le non-cose, tra lo stato di veglia e il sogno. Non mi parlano mai direttamente. Parlano tra di loro perché io intenda. Di tanto in tanto mi mandano delle occhiate per scrutare le mie reazioni, ma è inutile, perché non capisco mai veramente quello che si dicono, a parte qualche parola casuale. Ma si vogliono bene, incondizionatamente, e questo lo capisco senza bisogno di alcun linguaggio. Questo mi arriva direttamente al cuore, come un caldo flusso di coscienza, che allevia il peso di tutti i fardelli della notte. Ed è qui che finalmente trovo la pace per rinabissarmi senza paura nelle inesauribili profondità del sonno.

Alessandro Chessa
(Econofisico ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Fantasmi a Roma (1961) di Antonio Pietrangeli con Marcello Mastroianni, Eduardo de Filippo, Sandra Milo, Vittorio Gassman, Tino Buazzelli e Belinda Lee.

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