MUNDUS IMAGINALIS


Editoriale del 10 gennaio 2016

È un viaggio che inizia e va molto lontano.
La pista di decollo si trova nel terzo occhio quello che non vede la realtà e che neppure produce o ricorda i sogni quando dormiamo. La rotta è tracciata dentro di noi, per tutti uguale e per ciascuno unica e diversa. Non so dirvi come si chiami, sappiate che è quel luogo dove i nomi non esistono perché non sono importanti. È una Terra di Mezzo, adagiata tra il conscio e l’inconscio, fra la materia e lo spirito puro.
I bambini che, sino all’età di circa 6 anni, sono i più grandi esperti di questo Continente raccontano che i confini si intravedono quando si entra e si esce dal sonno e scompaiono da svegli o da addormentati.
Dobbiamo cercare di capire come arrivare e restare sospesi in una dimensione che non solo non è, ma non ha mai neppure cessato di esistere.
Non sarà facile ma potete mettervi comodi perché abbiamo tutto il tempo che ci serve, nel Mundus Imaginalis non esistono misure. Di niente.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Caruso Pascoski di padre polacco (1988) di e con Francesco Nuti

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