MUSICA PER LE FESTE: I 10 MIGLIORI DISCHI DI NATALE


Editoriale del 17 dicembre 2019

1) Los Lobos: Llegò Navidad (Rhino)

2) Van Morrison: Three chords and the truth (Exile)

3) David Bromberg: Long way from here (Wounded Bird)

4) Bruce Springsteen: Western stars  (Columbia)

5) George Michael & Wham!: Last Christmas (Universal)

6) Mina e Ivano Fossati: Mina Fossati  (Pdu)

7) Biagio Antonacci: Chiaramente visibili dallo spazio (Sony)

8) Ringo Starr: What’s my name  (Universal)

9) Francesco Guccini: Note di viaggio (Bmg)

  1. Leonard Cohen: Thanks for the dance (Columbia)

Sarà perché, quando la scuola la frequentavo da studente, le vacanze natalizie mi lasciavano libero di ascoltare musica per tutto il giorno, oppure perché, anche oggi che il mercato è morto, le case discografiche aspettano dicembre per concentrare le uscite migliori, ma per me cd e vinili fanno parte delle feste quanto l’albero e il presepe, le loro note si mescolano al profumo dell’abete e si impastano col panettone e il pandoro. Quest’anno poi sono tornati a trovarci anche quei vecchi parenti che avevano detto che non sarebbero più venuti, come Francesco Guccini e Ivano Fossati. Entrambi si rimangiano il ritiro rilanciandosi in grande stile: il primo cantando l’inedita “Natale a Pavana” in una raccolta di sue canzoni interpretate da illustri colleghi (tra le versioni più riuscite quelle di Ligabue, Brunori Sas, Gabbani e Giuliano Sangiorgi), il secondo in duo con una Mina superlativa in un album di inediti dello stesso Fossati. Grazie alla colonna sonora del film “Last Christmas” spunta anche un inedito di George Michael, ma il meglio del cd sta nelle vecchie hit dei Wham, con quella voglia di suonare e cantare un pop semplice e spensierato oggi venato di malinconia. Così come il figlio del grande Leonard Cohen tira fuori gli ultimi inediti del padre (francamente non memorabili, ma la voce e il sound bastano e avanzano) e Ringo Starr, nel suo ultimo piacevolissimo album di buon gusto vintage, che comprende Paul McCartney al basso, include una canzone scritta da John Lennon e mai incisa. La palma del miglior inedito va però al trascinante bluesman David Bromberg, di cui si è recuperato un fantastico disco di fine anni Ottanta che risulta senz’altro uno dei suoi migliori. I fan di Springsteen non saranno delusi dall’ultima opera del Boss, il cui rock sembra essersi placato in melodie di ampio respiro, estese come le highways e le pianure raccontate dalle canzoni. Gli appassionati di musica italiana apprezzeranno il nuovo ottimo disco di Biagio Antonacci: insieme al precedente “Dediche e manie” forma un dittico felice, ricco di brani ispirati e cantabili come “Mio fratello” e “Ci siamo capiti male”. Ma i migliori album di questo Natale, per questa classifica stilata secondo i miei personalissimi gusti, sono il travolgente folk-rock messicano dei Los Lobos, che ci augurano “Feliz Navidad” con una scorpacciata di ritmi irresistibili a base di swing, orchestrati da fisarmonica, banjo, sax e congas, così accattivanti che non riesco a togliere il cd dal lettore della mia auto, e il sorprendente Van Morrison, che a 70 anni suonati (in tutti i sensi) ci regala uno dei più bei dischi della sua lunga carriera, sintesi di blues, soul, rock e canzone d’autore, grintoso e intenso, confezionato a regola d’arte. Se li regalerete ai vostri amici, garantisco che farete un figurone. Altro che i calzini, le sciarpe e le mutande.  

 

Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

 

una Mina superlativa in un album di inediti dello stesso Fossati (da MUSICA PER LE FESTE: I 10 MIGLIORI DISCHI DI NATALE – Editoriale di Fabio Canessa)

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