NADINE, OPPURE EPISTOCRAZIA


Editoriale del 2 dicembre 2018

 

Immersi nell’era della politica delle emozioni, a mollo nel populismo, levigati dalla fake news, sprofondati nella crisi economica, attanagliati dalla diffidenza nelle statistiche, infastiditi dagli scricchiolii dell’Unione, rosi dal trumpismo, divisi che di meno solo l’atomo, guardoni della Brexit, sfiniti dai distinguo, esaltati dal giustizialismo, depressi per i condoni, euforici per i condoni, corrosi dalla corruzione, corrotti nell’indignazione, pieni di speranza verso le rottamazioni, impegnati nei calcoli della quota cento, con il reddito di cittadinanza quasi in tasca. Così stiamo. Abbiamo momenti di ripresa quando possiamo godere di gag inaspettate da parte della classe politica. Che risate gli strafalcioni sul Brennero, Matera che trasloca in Puglia. Che goduria il lavoro nero in casa degli onesti, i milioni della Padania ladrona. Cosa sarà mai l’imbarazzo della Castelli che farfuglia alla domanda su chi stampa le carte per il reddito di cittadinanza? Qualcuno protesta: che a parlare siano gli esperti! Veniamo da una congiuntura storica nella quale gli intellettuali e i tecnici sono stati sbeffeggiati, sminuiti e sospettati. L’operosità mal si concilia con la conoscenza. Ai governi del fare non resta tempo per studiare. Oggi, come antidoto al populismo, filosofi e politologi di mezzo mondo vagheggiano il superamento del suffragio universale, il ritorno alla repubblica platonica: il governo dei competenti, o epistocrazia. Io pensavo che l’epistocrazia fosse pericolosa, una strada senza ritorno verso l’ennesimo oligopolio. Poi ho sentito Nadine Dorries, membro (britannico) del parlamento europeo, accanita sostenitrice della Brexit, lagnarsi incredula: la UE non ci consentirà di mantenere i seggi in parlamento! Così non avremo più voce in capitolo nelle questioni europee e saremo tagliati fuori! Questo non è giusto! Dico davvero: Nadine non aveva capito che in caso di vittoria non sarebbe stato necessario rinnovare il contratto di affitto a Bruxelles. Ora, tra la Dorris e l’epistocrazia io, davvero, non saprei.

 

Eva Garau (Precaria di Aristan)

 

Qualcuno protesta: che a parlare siano gli esperti! Veniamo da una congiuntura storica nella quale gli intellettuali e i tecnici sono stati sbeffeggiati, sminuiti e sospettati. L’operosità mal si concilia con la conoscenza (da NADINE, OPPURE EPISTOCRAZIA, editoriale di Eva Garau)

 

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