NELL’INTIMO DI UN BOVINO


Editoriale del 28 ottobre 2021

Al bancone della carne cerco due bistecche di manzo senz’osso. Come mi era stato raccomandato le scelgo alte almeno un dito; sono un consumatore distratto, in genere un pessimo esecutore degli ordini che arrivano dalla cucina di casa mia. Decido questa volta di leggere attentamente le etichette. Una bistecca era parte di Julius, così ho chiamato quel bovino, nato in Francia, ingrassato in Francia, morto in Italia a soli quattro anni d’età. Una breve esistenza, non c’è che dire. Hector, all’origine dell’altra bistecca, era pure lui nato in Francia, ma si era trasferito in Romania (una decisione incomprensibile quella di andare lì per farsi castrare) ed era tornato giovanissimo a morire nel paese in cui era nato. Julius era sicuramente più grassottello di Hector, è evidente. Gran cosa la rintracciabilità., non esiste più il “bovino ignoto”. Sono sicuro che volendo, potrei conoscere molte cose in più: i loro volti, la terra dove pascolavano, la musica che amavano, l’immagine dell’ultima porzione di cielo che hanno visto, il luogo dove sono stati uccisi. Ma non conviene mai entrare nell’intimo di chi stai per mangiarti. E infatti, cari Julius e Hector, mi è bastato meditare su quelle etichette per non desiderarvi più, mi intristisco al solo pensiero di vedervi sul piatto. Vi ho sostituito perciò con due chili di zucchine verdi, di origine ignota. Anche se mia moglie non sarà felice.

Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan).

“Gran cosa la rintracciabilità. Sono sicuro che volendo, potrei conoscere molte cose in più: i loro volti, la terra dove pascolavano, la musica che amavano, l’immagine dell’ultima porzione di cielo che hanno visto, il luogo dove sono stati uccisi. Ma non conviene mai entrare nell’intimo di chi stai per mangiarti”
Da NELL’INTIMO DI UN BOVINO – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan).

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