IN NOME DELLE LARGHE INTESE


Editoriale del 31 dicembre 2013

Vogliamo augurare a tutti un fantastico 2014, applicando al Liceo Quijote una legge di stabilità che, in nome delle larghe intese, speriamo venga imitata anche dagli altri istituti della nazione; trattasi di una proposta umanitaria valida per ogni ordine di scuola superiore: abolire la richiesta di permesso di uscire di classe da parte dello studente, umiliante sia per chi la fa che per chi la riceve. Ogni studente che ne abbia voglia potrà uscire dalla classe in qualsiasi momento, purché nessun alunno della medesima classe sia già fuori (in tal caso, basta aspettare che rientri l’altro). E’ mai possibile fare un mestiere dove qualcuno interrompe sul più bello la tua spiegazione su Dante o Seneca, sulla geometria euclidea o i sonetti di Shakespeare, per chiedere il permesso di uscire a fare la pipì? Nel caso tu glielo neghi, la condizione umana costringerebbe il malcapitato a maledire te e l’incolpevole oggetto della lezione, a non ascoltare neppure una sillaba delle tue parole e a odiare per sempre la scuola e ogni sorgente di arte e cultura incontrasse in seguito. Concludendo: inaccettabile che si debba chiedere il permesso per fare la pipì, aberrante che esista anche solamente la possibilità di sentirselo negare, scandaloso che una lezione degna di questo nome possa essere interrotta da un poveraccio che fa una domanda del genere. Come diceva Primo Levi: se questo è un uomo…

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

da Amarcord (1973) di Federico Fellini

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